«Invitiamo il ministro dei Beni e Attività culturali Sandro Bondi a Predappio a vedere i nostri tesori»: questo l'appello lanciato dal consigliere comunale della città del Forlivese Angela Ferrini al governo. L'esponente del centrodestra si riferisce alla battaglia condotta da anni in consiglio comunale contro le amministrazioni di sinistra che si succedono da sempre, per il recupero e la riqualificazione dei manufatti esistenti nella città natale di Mussolini, costruiti nel ventennio da celebri architetti razionalisti come Cesare Bazzani e Florestano Di Fausto. Predappio infatti ha delle peculiarità architettoniche: è una delle oltre cento città di fondazione volute dal fascismo, e come tale possiede esempi significativi dell'architettura razionalista, proprio quelli, denunciano Angela Ferrini e i suoi colleghi, lasciati da decenni nello stato di degrado più totale. In particolare la Casa del Fascio, le Officine Caproni, la Caserma Bonsignore. «A Predappio - racconta la Ferrini - c'è come un'esedra, cinque palazzi che rappresentano altrettanti poteri, di alto valore simbolico e culturale: la chiesa di Sant'Antonío, il Comprensorio sociosanitario, la Caserma Bonsìgnore, la Casa del Fascio e il Palazzo Varano. Si tratta di opere che andrebbero sottratte all'incuria: notiamo che finalmente l'amministrazione comunale, dopo le nostre dure denunce, si è decisa a muoversi, ma senza tuttavia portare alcun progetto concreto, senza elaborare una seria strategia. Per questo motivo il Demanio, proprietario ad esempio della Casa del Fascio, non è disposto ad affidare alla cieca al comune opere di questo valore storico-culturale». E non sembri questa del centrodestra nei confronti dell'amministrazione predappiese una critica preconcetta: per quanto riguarda le ex officine Caproni (dove si assemblavano i velivoli), uno dei tanti stabilimenti della fabbrica produttrice di aerei, 15 anni fa la contessa Caproni, erede di Gíanni Caproni, si era resa disponibile a donare moltissimo materiale al comune, ma mancava il sito, e ora quei reperti industriali si trovano al Museo dell'Aeronautica di Trieste. Il comune non ebbe al momento lungimiranza. Il centrodestra aveva proposto di farne un museo dell'Aeronautica o comunque un centro per gli studi aerodinamici. E andata meglio invece con le gallerie del vento antistanti le ex officine, per le quali è partito un grande progetto in cui sono coinvolte ben sei università per realizzare luoghi dove studiare la fluido-dinamica (a Forlì c'è la facoltà universitaria di Ingegneria aerospaziale). Come racconta la Ferrini, pare che la stessa Ferrari abbia manifestato interesse per venire qui a testare le proprie auto. E pensare che le gallerie Caproni nacquero come rifugio antiaereo... Per quanto riguarda invece la Casa del Fascio, stupendo e imponente esempio di architettura razionalista, potrebbe diventare, sostiene ancora la Ferrini, un centro per i giovani, per la popolazione, un sito di aggregazione e anche un centro servizi multimediale che però abbia una ricaduta sul territorio. «Ma ci rendiamo conto dice la combattiva esponente comunale - che a Predappio non c'è neanche una biblioteca o un luogo dove ì giovani si possano incontrare?». Tra l'altro, se la Casa del Fascio avesse una funzione sociale, pubblica, potrebbe fruire di agevolazioni nei finanziamenti. Però ci sono oltre 200 case popolari costruite nel Ventennio così come la scuola elementare, originariamente intitolata a Rosa Maltoni, che era proprio una maestra. Non solo: poiché Palazzo Varano è anch'esso da restaurare, gli uffici comunali potrebbero trasferirsi almeno in parte nella Casa del Fascio. «Ultimamente, dopo le nostre sollecitazioni e la lettera aperta al premier Silvio Berlusconi su quest'argomento - continua Angela Ferrini - vediamo che l'amministrazione comunale sta uscendo dal suo torpore: tecnici in movimento, trasferte a Bologna, ma di concreto non vediamo ancora nulla. E ìl Demanio, giustamente, non ci cederà il bene sinché non saprà che intenzioni abbiamo». Da rilevare che un Centro culturale in quella sede potrebbe garantire tutta una serie di iniziative, non solo per Predappio, ma anche per gli abitanti dei comuni viciniori, che vivono il disagio di dover ricercare altrove quegli interessi che i loro stessi comuni non sono ìn grado di garantire. Ancora più impellente il discorso per la Caserma Bonsignore, che già oggi esprime una vocazione pubblica, poiché accoglie da tempo l'unità operativa dell'Arma: la sua trasformazione, dunque, unitamente all'adiacente Ca' Mandriolí, costituirebbe una Cittadella della Sicurezza, dove concentrare Carabinieri, Polizia municipale, Forestale e Vigili del fuoco, che sarebbe accolta entusiasticamente dai cittadini. Però, come ha sottolineato il Demanio di Bologna anche il mese scorso, ancora non si conoscono modalità, tempi di realizzazione e presunti costi del progetto. Insomma, la battaglia dei consiglieri comunali di opposizione di Predappio continua: ma a livello nazionale, per superare l'indolenza della politica locale e le sue pastoie; battaglia tesa a garantire ai cittadini il recupero e la riqualificazione dei beni in questione, e la loro destinazione d'uso. «Invitiamo pertanto quanto prima qui a Predappio il ministro Bondi conclude Angela Ferrini - a rendersi conto personalmente di quanto tempo e denari siano stati sprecati sinora e a visitare il patrimonio culturale inestimabile che sta andando in rovina».
FORLI'. Predappio a Bondi: Aiutateci a recuperare il nostro patrimonio
Il consigliere comunale Angela Ferrini di Predappio, città del Forlivese, ha lanciato un appello al ministro dei Beni e Attività culturali Sandro Bondi per visitare i "tesori" della città, ovvero le opere architettoniche del ventennio fascista, che sono state lasciate in stato di degrado. Ferrini denuncia che l'amministrazione comunale non ha ancora proposto un progetto concreto per la riqualificazione dei beni, e che il Demanio, proprietario di alcune di queste opere, non è disposto a cedere il bene senza una seria strategia.
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