Altro che dialogo. "Scippare" Don Milani e La Pira alla sinistra è come per il Cavaliere farsi mandare Fede sul satellite: una provocazione o peggio, una dichiarazione di guerra. Eppure Forza Italia ci ha provato, con il convegno organizzato ieri dalla fondazione Magna Carta proprio nel cuore del territorio nemico, a Firenze. Sotto un titolo apparentemente anodino - "La Pira, Don Milani, padre Balducci: Il laboratorio Firenze nelle scelte pubbliche dei cattolici dal Fascismo a fine Novecento" - la giornata fiorentina è servita agli uomini del Pdl per mandare due chiari messaggi politici. Primo: Don Milani e gli altri sono stati «strumentalizzati» dalla sinistra. Secondo: il modello del cattolicesimo democratico, il dossettismo, è morto e sepolto. Al suo posto, per dare una casa ai cattolici dopo la scomparsa della Dc, c'è adesso il Pdl, «una grande forza popolare di massa - così l'ha definita il senatore Gaetano Quagliariello, presidente di MagnaCarta - in grado di fornire risposte valide per chi crede e chi non crede». Sandro Bondi, il ministro dei Beni Culturali, ha lanciato per primo il sasso nello stagno. Giorgio La Pira, Don Lorenzo e padre Ernesto Balducci sarebbero stati trasformati, «forse loro malgrado, nei portabandiera di una stagione controversa, a tratti persino velleitaria, che però aveva anche acceso autentiche speranze». Bondi ha attribuito questa «strumentalizzazione» alla generazione che ha vissutole stagioni del Concilio Vaticano II e del'68: «Alcuni di loro - ha insistito - e penso soprattutto a Don Milani, sono stati sicuramente incompresi sul fronte cattolico estrumentalizzati su quello di una certa sinistra, sebbene il trascorrere del tempo ce li stia restituendo sotto una nuova luce». Per gli uomini del Pd Don Milani è più di un'icona. Walter Veltroni, da segretario Ds, fece un congresso sotto l'insegna "I Care", che Don Lorenzo fece dipingere all'ingresso della scuola di Barbiana. E proprio da Barbiana, ricorda oggi Dario Franceschini, partì il tour che portò Veltroni all'incoronazione come leader del Pd. «Quella tentata dal Pdl - osserva allora il numero due del ticket democratico - è un'appropriazione improponibile, basta leggersi gli insegnamenti di Don Milani. È un tentativo destinato a sbattere contro un muro». Anche la pretesa morte dei cattolici democratici dentro il contenitore "laicista" del Pd è contestata da Franceschini dati alla mano: «Dopo queste elezioni emerge che, mentre nel Pdl c'è qualche cattolico isolato, il filone cattolico democratico è quantitativamente e qualitativamente fortissimo dentro il Pd». Anche per Rosy Bindi, che giusto domenica scorsa ha pantecipato alla marcia di Giorgio Barbiana, accostare Don Milani a Berlusconi equivale a una mezza bestemmia: «C'è un limite anche al revisionismo. Se Bondi e Quagliariello vogliono andare a scuola da Don Milani o da La Pira si preparino a mettersi in discussione con grande umiltà». Inoltre, ricorda la vicepresidente della Camera, «Don Milani e La Pira, insieme a Dossetti, sono stati definiti (e noi con loro) dei "comunistelli da sagrestia" da questi nuovi interpreti del Pdl. Insomma, hanno già subito molte incomprensioni: Bondi e gli altri si accostino al loro pensiero con più rispetto». A tagliare la testa al toro ci pensa Michele Gesualdi, ex presidente della Provincia di Firenze, uno dei sei ragazzi che nel 1954 terminarono la scuola dell'obbligo proprio a Barbiana con Don Milani. Gesualdi invitaa tenere lontano il priore dalle polemiche. «Don Lorenzo - premette - non può essere attribuito a nessuno se non alla Chiesa. Ma se proprio vogliamo, basta prendere i suoi scritti - da Lettera a una professoressa a L'obbedienza non è più una virtù - per capire che lui si è sempre schierato in modo deciso con la causa degli ultimi, dei più bisognosi. E non mi pare che la destra si sia mai schierata dalla stessa parte». Di fronte a questa alzata di scudi, lo stesso Quagliariello ci tiene a precisare: «Scippare Don Milani? Ma no, per l'amor del cielo! Anzi, il nostro intento è anche quello di mettere da parte il pregiudizio negativo del centrodestra nei confronti del cattocomunismo, che rischia di mettere sullo stesso piano cose diverse».
Il ministro Bondi: "Strumentalizzati Don Milano e La Pira". "La sinistra ne ha fatto dei portabandiera"
Il Pdl ha organizzato un convegno a Firenze con il titolo "La Pira, Don Milani, padre Balducci: Il laboratorio Firenze nelle scelte pubbliche dei cattolici dal Fascismo a fine Novecento". Il convegno è stato visto come un tentativo di strumentalizzare Don Milani e gli altri personaggi della sinistra. Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, ha lanciato il sasso nello stagno, attribuendo la strumentalizzazione a una generazione che ha vissuto le stagioni del Concilio Vaticano II e del'68. Il segretario Ds, Walter Veltroni, ha fatto un congresso sotto l'insegna "I Care", che Don Lorenzo ha dipinto all'ingresso della scuola di Barbiana.
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