Debutto fiorentino per il neo ministro per i Beni culturali. Toscano (è nato a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara il 14 maggio 1959), una laurea in Lettere a Pisa, eletto deputato al Parlamento nel 2001, portavoce di Forza Italia dal 2002 e Coordinatore Nazionale di Forza Italia dal 2003, Sandro Bondi tiene fede alle dichiarazioni - pochissime a dire il vero - rilasciate dopo aver giurato nelle mani del Capo dello Stato. «La mia linea? Parlare con tutti e ascoltare tutti. Guardando al prestigio e non alle opinioni politiche». Così ieri mattina a Palazzo Vecchio, più che parlare il ministro Bondi ha ascoltato. Il sindaco in primis, da cui è stato ricevuto insieme al coordinatore nazionale azzurro Denis Verdoni. «Ma mì sono sentito anche con il presidente della Regione Martini, e con lui analizzerò le questioni toscane», confida candido uscendo dalla stanza del primo cittadino. «Prima di parlare ufficialmente di Firenze e di tutte le problematiche che riguardano la città, il suo patrimonio culturale, ma anche i trasposti e i collegamenti, ascolterò nuovamente il sindaco Domenici, che ho invitato a Roma», ci tiene a sottolineare Bondi. Già informato che di patate bollenti e funghetti velenosi il territorio fiorentino ne nasconde più d'uno. Dopo un iniziale 'no comment' su temi caldi come la loggia Isozaki e la tramvia («risponderò dopo aver parlato con il sindaco»), qualche domandina ci scappa... Ministro, Firenze ha bisogno di una legge speciale. Occorre cioè un provvedimento organico per lo stanziamento di fondi per la realizzazione di opere a Firenze come ex capitale d'Italia nell'ambito dei 150 anni dell'unità? «Penso di sì, l'abbiamo detto durante la campagna elettorale e credo sia un'esigenza condivisa da tutti. Vedremo se sarà possibile». Il varo della legge speciale per Firenze può considerarsi una priorità? «Certamente, consentirebbe di affrontare i problemi nella loro interezza e complessità. Sono convinto si tratti di uno strumento importante per affrontare i problemi di Firenze, non soltanto quelli culturali, ma anche tutti quelli che riguardano il futuro della città, dai collegamenti ferroviari all'aeroporto, a tutto ciò che tocca lo sviluppo di una capitale come questa». Nuovi Uffizi, con annesso tormentone dell'uscita di Isozaki, Opificio, tramvia... Quando inizierà a occuparsi delle cose fiorentine? «Ho iniziato adesso, incontrando il sindaco. E' stato un colloquio molto cortese, cordiale e anche amichevole. Ci conosciamo da molto tempo, ora ci siamo dati appuntamento a Roma per affrontare tutti i problemi che riguardano i beni culturali e la cultura a Firenze. In particolare, posso dire che il sindaco ha promesso di inviarmi un appunto anche per sottopormi tutte le questioni aperte che riguardano la città. Così avrò tempo, prima di incontrarlo, di esaminarlo e di dare magari le prime risposte, un primo orientamento». «La legge speciale per Firenze può essere uno strumento molto importante, ma la cosa più importante è scriverla - ìl commento del sindaco Leonardo Domenici al termine dell'incontro con il ministro Bondi - . Perché di solito le leggi si compongono di articoli, di commi e di coperture finanziarie. Quando si parla di leggi la prima cosa è sapere cosa c'è scritto dentro e quante sono le risorse finanziarle. A mio parere, oltre a chiederla al Governo, bisognerà vedere anche che cosa può accadere a livello di iniziativa parlamentare». La parentesi fiorentina del neo ministro si è conclusa con l'annuncio di una lettera da parte del presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Edoardo Speranza, per caldeggiare «maggiore attenzione e sostegno all'Opificio delle pietre dure». La missiva segue le dichiarazioni del soprintendente dell'Opificio, Bruno Santi, che due settimane fa aveva denunciato scarsi fondi ministeriali.
FIRENZE. Tramvia e Uffizi, Bondi prende tempo Aspetto il dossier del sindaco, poi potrò dare le prime risposte concrete
Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha fatto il suo debutto a Firenze, incontrando il sindaco Leonardo Domenici e il presidente della Regione Martini. Il ministro ha espresso la sua disponibilità a parlare con tutti e ascoltare tutti, senza prendere posizioni politiche. Ha menzionato la necessità di una legge speciale per Firenze per affrontare i problemi culturali e di sviluppo della città. Ha anche promesso di esaminare le questioni aperte che riguardano la città e di dare un primo orientamento. Il sindaco Domenici ha sottolineato l'importanza di una legge speciale per Firenze e ha espresso la sua disponibilità a lavorare con il ministro per affrontare i problemi della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo