Dopo linchiesta di "Repubblica" concessa la certificazione di avvenuta bonifica per il primo lotto Nessun ostacolo per larea dove nascerà il campo di calcio. Stop al verde pubblico Uno dei documenti che blocca i cantieri di Bagnoli è partito ieri mattina. La Provincia concede finalmente la certificazione di avvenuta bonifica chiesta per il primo lotto del Parco dello sport. Ma poiché le sorprese non finiscono mai, la certificazione non copre tutta larea interessata dai lavori della De Vizia. Motivo? Gli idrocarburi policiclici aromatici resistono. Non sono stati spazzati via per intero dal primo settore del futuro polo sportivo, un terreno rimodellato a crateri che ospiterà strutture varie e una pista ciclabile. Il via libera riguarda larea dove dovrà nascere il campo di calcio, il semaforo rosso è per quella destinata a verde pubblico. Qui il terreno risulta ancora contaminato. Così dice Giuliana Di Fiore, assessore provinciale allAmbiente. «Non si può accettare che in una zona destinata al verde, i dati della bonifica non siano rassicuranti». Per un ritardo a cui si pone riparo con la nota partita ieri mattina dallufficio settore Ambiente bonifiche e difesa del suolo del dirigente Celano, arriva invece un problema in più: quei risultati dellaltra metà del primo lotto. Lassessore Di Fiore spiega: «Lo scopo della Provincia non è fare presto in quanto proprietari del 2 e mezzo per cento della società di trasformazione urbana, ma certificare che la bonifica sia avvenuta in maniera rigorosa. Sarebbe un errore ritenere che loperazione si debba limitare a una rimozione superficiale dei materiali inquinanti. Ecco, noi siamo il gendarme dellintervento. Il Comune di Napoli e Bagnolifutura dovrebbero essere ben contenti di saperci in questi panni, perché per quella bonifica, affidata a una ditta privata, hanno speso dei soldi pubblici. Semmai, sono i tempi procedurali che vanno ridotti, ma non a discapito della qualità dei controlli». I tempi, eccoli. Bagnolifutura chiede la certificazione nello scorso mese di settembre. La Provincia precisa che, per concederla, aveva però bisogno dei dati Arpac. Quei dati arrivano a gennaio, ma presentano ancora fattori inquinanti nel suolo. La Stu invia le sue controdeduzioni rispetto ai rilievi, il carteggio finisce anche al ministero dellAmbiente, che a marzo chiede una relazione. «Nel fascicolo - racconta lassessore Di Fiore - cera anche una relazione dellArpac, che interpretava in maniera migliore i dati comunicati, ma non sullintera superficie». È il solito groviglio di norme a rendere tutto poco chiaro. I criteri di inquinamento variano secondo la destinazione duso dei terreni. Dentro il Parco dello sport esiste una zona adibita a verde, dove già esiste un bel palmeto voluto anni fa dallex parlamentare ed ex consigliere damministrazione della Stu, Grazia Francescato. Una zona sulla quale, probabilmente, sono stati applicati i parametri più rigorosi che la legge prevede per i parchi urbani. Bagnolifutura replica che «un sito di interesse nazionale come il nostro si attiene ai piani ministeriali». Collaudatori del ministero erano anche già stati a Bagnoli per verificare il rispetto delle norme. Ora il verdetto della Provincia, col via libera a metà.
CAMPANIA - Parco dello sport a Bagnoli dalla Provincia via libera a metà
Il campo di calcio del Parco dello sport a Bagnoli potrà essere costruito. La Provincia di Napoli ha finalmente concesso la certificazione di avvenuta bonifica per il primo lotto del Parco dello sport, consentendo il proseguimento dei lavori. La certificazione copre larea destinata al campo di calcio, ma non quella riservata al verde pubblico. La Provincia ha richiesto che i dati dellArpac, l'ente che ha effettuato la bonifica, fossero aggiornati e che i risultati fossero rassicuranti. La Provincia ha anche richiesto che i dati fossero verificati da un terzo, il ministero dellAmbiente, che ha confermato la bonifica.
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