Il sottosegretario alle Infrastrutture: serve un referendum locale Se ci sarà il ponte forse non ci sarà la Messina-Palermo. Il Corridoio 5 è più importante ROMA - Va bene il Ponte sulla Stretto, purché non sia considerato lunica priorità del paese. Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture precisa che il suo partito, la Lega, aveva approvato il collegamento fra Calabria e Sicilia già nel 2000, inserendo però questopera in un pacchetto di interventi altrettanto importanti. Luno non deve prevalere sugli altri. Il ponte sullo Stretto, secondo lei, è fondamentale per lo sviluppo del paese? «E una grande opera, con un alto valore simbolico e tecnico visto che non esistono al mondo altri ponti sospesi ad una sola campata. E prioritaria sì, ma non più delle altre opere già approvate dal Cipe per un investimento complessivo di 82 miliardi. In quella lista ci sono infrastrutture che il resto del paese - e il Nord, che rappresentiamo - ci chiede e che intendiamo realizzare». Quali? «Il traforo del Brennero, il Corridoio 5, il Terzo valico, la Bologna-Roma e diversi interventi autostradali». Ci sono soldi sufficienti per realizzarle tutte? «Si devono trovare, perché sono opere non meno fondamentali del ponte sullo Stretto. E per questo che il ministro Bossi ha lanciato lidea di indire un referendum per capire quali siano le reali priorità delle popolazioni locali. Proprio perché siamo federalisti pensiamo che non debba essere Milano a decidere cosa serve alla Sicilia: se vorranno il ponte si farà il ponte, ma gli investimenti richiesti non dovranno raddoppiare ». A cosa si riferisce? «Ai fondi Fintecna che devono essere recuperati: si tratta di un primo lotto dinvestimenti destinati, appunto, al ponte. Quando il governo Prodi decise che quellopera non sarebbe stata realizzata, i fondi vennero indirizzati ad altre opere per il Sud, come la Messina-Palermo, per esempio. Ora sia chiaro: non è che i fondi destinati al Meridione possono raddoppiare a scapito delle altre opere. Bisognerà fare delle scelte: se ci sarà il ponte probabilmente non ci sarà la Messina-Palermo». Gli ecologisti dicono che il ponte sullo Stretto oltre che costoso e dannoso è anche inutile: non rappresenta più una priorità per i traffici. Lei ritiene che sia davvero indispensabile? «Fatto salvo il federalismo, è chiaro che per me, fra unopera destinata a collegare due regioni, comè il ponte, e una che metterà in collegamento loceano Atlantico con la Russia attraversando tutta lEuropa, come il Corridoio 5, cè una certa differenza».