Matteoli dà il via libera. Ciucci: sarà finito tra 8 anni Allinizio del 2009 ordine a Impregilo Vendola: "Non unirà due coste ma due cosche" Il Ponte sullo Stretto si farà e i lavori partiranno entro il 2010 per terminare nel 2016. Il via libera politico, dopo il congelamento voluto dal governo Prodi, è partito dallo studio del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che ha preso carta e penna e inviato una lettera a Pietro Ciucci, presidente dellAnas e della Società Stretto di Messina, controllata dallAnas all81,8 assieme a Rfi (13) e le Regioni Calabria (2,6) e Sicilia (2,6). «Il collegamento stabile tra la Sicilia ed il continente scrive Matteoli - è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. Pertanto - aggiunge il ministro - è necessario porre in essere nei tempi più brevi, tutte le condizioni per la ripresa della costruzione». Matteoli chiede in sostanza «limmediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario» e invita Ciucci «ad avviare tutti gli adempimenti istruttori necessari» e a fare ripartire la controversa opera pubblica dal costo ad oggi stimabile in almeno 6 miliardi di euro. In realtà, a parte il ritardo di due anni da recuperare, Impregilo non dovrebbe avere grandi difficoltà nel predisporre entro il prossimo mese di gennaio il progetto definitivo, un obiettivo auspicato dalla stessa società Stretto di Messina. Secondo Ciucci, il passo più importante è infatti «la ridefinizione della convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor. Poi - prosegue - servirà del tempo per lapprovazione fino al maggio-giugno del 2010, quando possiamo prevedere la posa della prima pietra». La convenzione, ricorda infatti il presidente di Anas «è il quadro regolatorio e ha come principale allegato il piano finanziario, che va ridefinito perché i fondi da 1,5 miliardi assicurati dal precedente azionista Fintecna non ci sono più per il Ponte: e i fondi vanno reintegrati, ora che è subentrata lAnas». Lincarico politico di seguire in tutte le sue fasi liter dellopera sarà affidato a Giuseppe Reina, esponente del Movimento per lAutonomia, che sarà il sottosegretario alle Infrastrutture "delegato al ponte". Nelle ultime ore, inoltre, sarebbe spuntata la candidatura di un non meglio precisato ed importante gruppo dellArabia Saudita, pronto a finanziare lopera. Ma la riapertura del dossier prepara anche la reazione rovente degli ambientalisti e di esponenti dellopposizione che definiscono il collegamento come «inutile e dannoso». Il ponte sullo Stretto «non unirà due coste, ma due cosche: la ndrangheta e Cosa Nostra», dice il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, mentre le associazioni che conducono da anni una battaglia contro lattraversamento sullo Stretto mettono sul piatto sia motivi economici sia ambientali. Legambiente, Wwf e Greenpeace parlano «di dati relativi ai flussi di traffico sul Ponte che risultano sovrastimati rispetto alle previsioni degli advisor Pricewaterhouse Cooper e realizzate per il governo nel 2001, con una differenza che varia dal 25 al 60 in più a seconda dellanno di riferimento e dello scenario considerato».