Pompei. C'è o non c'è l'amianto nei prefabbricati che ospitano gli uffici della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei? A stabilirlo, in maniera definitiva, sarà un «r.r.a», (responsabile della gestione rischio amianto), la nuova figura di cui è alla ricerca la soprintendenza. Il bando è stato pubblicato e gli interessati avranno tempo fino alle 12 del 6 giugno prossimo per presentare il curriculum vitae. La soprintendenza speciale ha voluto, così, rendere noto «l'esigenza di acquisire una specifica prestazione professionale, per l' incarico di responsabile della gestione del rischio amianto e per la redazione dei protocolli operativi generali per le attività di custodia, manutenzione, valutazione dello stato di conservazione e bonifica dei materiali contenenti amianto presenti negli immobili di proprietà della soprintendenza quali i siti archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e Boscoreale, così come previsto dall'articolo 4 del decreto ministeriale del '94». Il compenso professionale annuo per l'incarico di «r.r.a.». sarà di ventitremila e duecentocinquantasei euro. I partecipanti al concorso dovranno essere diplomati e laureati in materie tecniche con esperienza documentata nel campo dei beni culturali. Se l'amianto sia presente, o meno, nei container che ospitano gli uffici dopo il sisma del 1980 è un quesito che i lavoratori si pongono da allora. Doveva essere una sistemazione temporanea che, invece, persiste, quasi trent'anni. «Garantire la sicurezza di tutti i luoghi di lavoro dovrebbe essere una necessaria esigenza - sottolinea il segretario della Cisl Antonio Pepe - invece sembra essere solo uno slogan. A seguito dei risultati ottenuti dalle indagini eseguite dai tecnici incaricati dalla soprintendenza nel 2002, fu evidenziata la presenza di inquinamento ambientale dovuto all'incendio della sala regia del servizio di telesorveglianza, rilevando, anche, una dispersione di amianto dalla struttura del prefabbricato che ospita gli uffici della soprintendenza provvisoriamente dall'83. La messa al bando dell'amianto con legge 257 del '92 a Pompei non ha ancora trovato efficacia. Per l'amministrazione dovrebbe essere doveroso tenere sotto controllo l'esposizione alla quale è soggetta il personale, attraverso determinazioni e monitoraggio delle fibre aerodisperse, facendo riferimento al buon uso delle tecniche di prevenzione ambientale ed al corretto utilizzo dei relativi mezzi di protezione individuale. È tempo che l'amministrazione certifichi, quanto prima, la salubrità ambientale e acceleri i tempi delle costruzioni delle nuove sedi d'ufficio in via di realizzazione». Sono in corso i lavori di recupero ed adeguamento funzionale degli edifici demaniali di Porta Stabia e San Paolino destinati ad ospitare tutti gli uffici della soprintendenza di Porta Marina Superiore. I lavori, finanziati per tre milioni e seicentomila euro, iniziati nel 2005 dovrebbero terminare entro la fine del prossimo anno. Con il trasferimento di tutti i reparti operativi della soprintendenza, negli edifici demaniali, i dipendenti non saranno più esposti al rischio amianto.