Altra accelerata per risanare le ferite inferte dal terremoto ai Comuni molisani e pugliesi ROMA. Non solo Retequattro e Parmalat. La seduta del Consiglio dei ministri ha dato vita ad altri fondamentali provvedimenti, primo fra tutti uno stanziamento di 100 milioni dì euro per l'avvio della ricostruzione del Comune di San Giuliano di Puglia e dei progetti di ristrutturazione nei Comuni delle province di Campobasso e Foggia colpiti dal terremoto del 31 ottobre 2002. 1100 milioni di euro stanziati, si legge in una nota della Protezione civile, si aggiungono ai 50 milioni di euro assegnati immediatamente dopo il sisma, e ai successivi 110 milioni di euro già assegnati all'inizio dell'anno per il Molise, ai 19 milioni di curo per la Puglia e ai 30 milioni di euro concessi dall' Unione europea nell'ambito del Fondo di solidarietà per le catastrofi. In questo quadro saranno previste ulteriori risorse anche per i prossimi anni con l'obiettivo di garantire una ricostruzione il più possibile rapida ed efficace. Per quanto riguarda la ricostruzione del Comune di San Giuliano di Puglia i fondi stanziati dal governo consentiranno l'avvio della fase di cantierizzazione delle opere da realizzare nel comune mo Usano quasi completamente distrutto dal terremoto dell'ottobre 2002 mentre consentiranno di risanare le ferite inferte dal terremoto negli altri Comuni molisani e pugliesi duramente colpiti dal sisma. Già nel corso dei mesi scorsi, infatti, era stata ultimata la microzonazione sismica dell'intera area di San Giulia no di Puglia da par te del Dipartimento della Protezione civile e completata la fase di progettazione per la ricostruzione del paese molisano. Ma non solo. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato anche la riforma del ministero dei Beni culturali e il decreto di riforma della Biennale. È una vera e propria svolta, che si attendeva da anni. E che mette in primo piano l'interesse per la cultura e le tradizioni del nostro Paese. Il ministero sarà strutturato in quattro dipartimenti, da cui dipenderanno le direzioni generali. Nello stesso tempo sarà abolito il segretariato generale. Il primo Dipartimento è quello per la tutela del Bel Paese, «per rafforzare il concetto -spiega il ministro Urbani - che la tutela dei differenti tesori che abbiamo Le macerie di San Giuliano di Puglia. A destra, Giuliano Urbani è un tutt'unico indivisibile». Dal Dipartimento dipenderanno le Direzioni generali per l'Archeologia, per i Beni artistici e storici, per l'Architettura e l'arte contemporanea, per gli Archivi, per le biblioteche e gli istituti culturali e quella per i Beni architettonici e il paesaggio. «Quest'ultima direzione - spiega il ministro - sancisce la rinnovata attenzione che dobbiamo porre alla difesa del paesaggio». Il secondo è il Dipartimento per gli Archivi e le Biblioteche, da cui dipenderanno anche gli Istituti culturali. «In questo modo - afferma il ministro - la conservazione, la trasmissione e la diffusione del sapere e delle testimonianze scritte avranno l'attenzione che meritano». Il terzo è il Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport, da cui dipenderanno le direzioni generali per la musica, il teatro e il cinema. Il quarto è il Dipartimento per la Ricerca e Innovazione. Questo è il cuore della riforma Verrà suddiviso in Risorse Umane e Formazione, Innovazione Tecnologica e Promozione, è la chiave di volta per modernizzare un'amministrazione di grande tradizione e qualità specialistica, che però deve essere sempre più elidente e sempre più attenta ai bisogni dei cittadini. Al dipartimento faranno capo anche gli istituti centrali die si occupano della ricerca (Istituto centrale per il Catalogo e la documentazione, Istituto centrale per il restauro, Opifìcio delle Pietre Dure, Istituto per la Storia dell'Arte) «per coordinare ed ottimizzare le grandi eccellenze che l'Italia ha raggiunto in questi settori e per metterle al servizio del sistema Paese. Ecco i numeri del nuovo ministero: avrà 21.957 dipendenti; nell'anno 2004 potrà contare su un bilancio di 2.196.711.078 euro ( 3,81 rispetto all'esercizio 2003). Oltre alla sede centrale e alle otto direzioni generali, le strutture periferiche del Mibac comprendono: 19 Soprintendenze archivistiche, 46 Biblioteche statali, 99 Archivi di stato, l'Archivio centrale dello stato, il Centro foto riproduzione, 35 Sezioni degli archivi di stato, 17 Soprintendenze regionali, 4 Soprintendenze spedali ai poli museali, 2 Soprintendenze archeologiche autonome, 63 Soprintendenze di settore, 4 Istituti e 2 Musei autonomi