Il Fai si schiera contro l'ipotesi di rifacimento del progetto ideato da Nivola «Bisogna bloccare il progetto della Provincia di Nuoro di ampliamento del Museo Man che comprometterebbe irrimediabilmente la bellezza di Piazza Satta a Nuoro, "gioiello unico di significato mondiale"». Il Fai (Fondo per l'ambiente italiano) si schiera con gli oppositori del progetto per il nuovo ingresso del Man che rovinerebbe, dice il Fai «l'equilibrio unico creato dall'artista Costantino Nivola tra paesaggio urbano e inserti scultorei». Pubblicato sul sito web del Fai, l'appello fa proprio e riprende alla lettera un documento diffuso nei giorni scorsi firmato da un folto gruppo di docenti delle due università sarde. «La piazza Satta - si legge nel testo on line - è una sintesi unica e probabilmente irripetibile tra l'opera di un artista moderno e un frammento di centro storico dal carattere di architettura "minore". Da una parte le sculture di Nivola, artista sardo di riconosciuta importanza internazionale, dall'altra la corona delle modeste costruzioni che cingono Piazza Satta, che esprime il mito della comunità paesana come nucleo identitario e luogo di un'integrazione armonica tra umanità e ambiente. Un "gioiello unico di significato mondiale", come lo ha definito lo storico dell'arte Fred Licht, che oggi rischia di essere irrimediabilmente rovinato». «Colpa del progetto - si legge ancora nell'appello del Fai - proposto dalla Provincia di Nuoro e incredibilmente approvato dalla Soprintendenza per ampliare il Museo Man, che introdurrebbe fra le case di paese di una Nuoro ancora ottocentesca un tipico "cubo bianco" di tanti musei d'arte contemporanea, contrapponendo al tono dimesso delle vecchie costruzioni e all'atmosfera raccolta del villaggio la spettacolarità del nuovo regime culturale dell'era globalizzata». «Il Fai - conclude il documento - prende posizione al fianco dei tanti che si oppongono a questo questo progetto di "cannibalismo culturale", paradossale proprio perché condotto in nome di un'istituzione, come il Museo Man, deputata a farsi interprete dei valori di tutela dei beni culturali. Anche perché il progetto non costituisce l'unica soluzione praticabile per dotare il museo dei nuovi spazi di cui ha giustamente bisogno, come per esempio il restauro non invasivo dell'edificio».