Inaugurate due sale restaturate Museo diocesano il Quattrocento guarda sul chiostro Il Museo Diocesano ha inaugurato, ieri pomeriggio, due della sue sale, affacciate sul Chiostro dei Canonici, dopo un restauro durato parecchi mesi, curato dallarchitetto Tortelli. Lex sovrintendente Giuliana Algeri e la curatrice del Museo, Paola Marini, raccontano a gli ospiti che adesso, le due sale affacciate sul Chiostro, sono dedicate al Quattrocento genovese, grazie a pezzi recuperati da altre chiese, restaurati e sistemati secondo un percorso museale che vuole guidare lattenzione del visitatore. Con i polittici, pezzi in marmo di epoca antecedente, le scatole reliquiarie della chiesa di Santo Stefano. Unoperazione non semplice perché, spiega Giuliana Algeri, nel 1400 Genova è una della città tra le più potenti dEuropa che consolida fama e ricchezza nel '600. E decide che arredi, vetrate, dipinti del '400, non siano più adatti a celebrare chiese e dimore. Così li abbandona, li sostituisce con altri. Unica eccezione, la zona tra Lavagna e Sestri Levante, dove si rifugiano i Fieschi, famiglia caduta in disgrazia. La ricerca delle radici quattrocentesche, mostra nella prima sala, il polittico di Barnaba da Modena, della fine del 1300, pensato per la chiesa di San Bartolomeo del Fossato, il primo polittico integro nella storia della pittura genovese. E, nella seconda sala, ecco il frammento di una tela di Cristoforo de Mottis che riproduce un angelo: era in Cattedrale ma nascosto su in alto, vicino alla cappella del Battista. Arriva dallOratorio di San Siro di Struppa invece, il cassone nuziale intagliato e intatto solo in una parte.