Pensare a colori per rendere le nostre città più belle e sostenibili: si può? Esempi interessanti vengono da luoghi sorprendenti. A Tirana, il sindaco-artista Edi Rama ha trasformato la tetra e caotica capitale albanese in una moderna e colorata metropoli: Rama ha cominciato a colorare le facciate delle case, dei palazzi, degli isolati, scegliendo personalmente colori accesi e sgargianti, accostamenti cromatici bruschi che squarciano il grigio dellintonaco della città. Questa performance urbana ha raggiunto, velocemente, un importante risultato. Nelle strade, nelle piazze, si è incominciato a discutere tutti insieme sul tipo di colore da usare. Il colore, quindi, come codice di comunicazione sociale partecipata. E stato questo il tema discusso a Bari, in un incontro aperto, da architetti, colour designer e artisti di fama. Si è tenuto a Villa Romanazzi Carducci, per la Fondazione "Accademia del pensiero a colori". Con Paolo Brescia, affermato colour designer di Monopoli, hanno parlato di progettazione contemporanea orientata allutilizzo di materiali moderni ed ecocompatibili anche lartista austriaco Jorrit Tornquist e larchitetto Gianni Cagnazzo. «Il colore - spiega Brescia - segnala il mutamento, il divenire di un contesto sociale. Lo stato danimo degli abitanti delle periferie può essere orientato attraverso colori che rispondono a esigenze di serenità e quiete. Il colore è energia. Agire cromaticamente sul nostro habitat ricopre un ruolo essenziale nel tenere attiva la dialettica sociale. Monopoli, per esempio, è segnata da un diffuso inquinamento cromatico che richiederebbe interventi mirati per riportare la bellezza di un borgo antico tra i più interessanti». Brescia ricorda anche lesempio di Murano, lisola della Laguna famosa per la lavorazione del vetro che ha scommesso sulla riqualificazione del suo centro urbano. Grazie alla partecipazione dei suoi abitanti, stupisce con gli sgargianti colori delle stradine, degli intonaci tenuti sempre freschi, in un travaso virtuoso tra paesaggio urbano e industriale. Sono esempi, secondo Brescia, che potrebbero essere applicati ai quartieri periferici e degradati di Bari. In particolare al San Paolo, dove al disordine costruttivo si sostituirebbe un piano cromatico con funzioni precise. Alcune declinazioni del rosso apporterebbero calore e pulizia visiva allintero quartiere, creando un ponte che rimanderebbe al colore, in centro città, del teatro Petruzzelli. Modalità innovativa, questa, di collegare il centro con la periferia attraverso un uso simbolico del colore degli edifici. Sempre maggiore importanza va attribuita, quindi, alle differenze di impiego del colore in relazione alle destinazioni duso degli spazi pubblici e privati: la progettazione cromatica partecipa alla creazione di un benessere ambientale. Per il futuro di Enziteto, di Fesca, di San Girolamo, dobbiamo accogliere linvito a scommettere sul colore come materiale da costruzione e non solo come elemento decorativo. Il messaggio che arriva dalle esperienze di Tirana e Murano è quello di un modo nuovo di immaginare larchitettura come dispositivo cruciale per la crescita sociale dei contesti urbani. Si proietta così la visione di un futuro a colori che agisce positivamente sul nostro vivere quotidiano.