Dubbiosa la prima cittadina di Avigliana: "Sotto la linea è pieno di infiltrazioni dacqua" Interrare la ferrovia, liberare spazi, ma per farci che cosa? In val di Susa i sindaci dei comuni attraversati dai binari che portano in Francia sono da qualche tempo alle prese con un nuovo rompicapo. Lo studio realizzato dalla Camera di commercio e presentato martedì nella «cabina di pilotaggio» della Provincia è, naturalmente, poco più di una esercitazione teorica. Andrà approfondito e, ovviamente, discusso dai comuni interessati che sono poi quelli che hanno titolo per decidere. Per il momento quella della Camera di commercio è una suggestione accolta con qualche scetticismo come molte cose in valle. Può capitare che un sindaco come Bruno Allegro, primo cittadino di SantAmbrogio, non intenda commentare: «Ho saputo che è stato presentato quel piano. Ma questo è avvenuto nel corso di una riunione cui non ero stato invitato. Fa anche un po specie che qualcuno azzardi delle ipotesi sulla ristrutturazione urbanistica del nostro comune senza contattarci e senza farci sapere nulla. Quando avremo i materiali li studieremo e diremo la nostra». Una rimostranza di metodo che avanza anche Carla Mattioli, sindaco di Avigliana: «Sarebbe stato meglio essere coinvolti». In ogni caso ad Avigliana saprebbero come sfruttare lo spazio che si creerebbe interrando i binari: «Si libererebbe unarea notevole - ammette Mattioli - ma per noi è decisivo sapere se e come verrà realizzato il nodo ferroviario di Torino per capire se Avigliana sarà la porta ovest dellarea metropolitana». Il piano è chiaro: prolungare la linea uno della metropolitana da Collegno alla frazione di Ferriera, due chilometri prima di Avigliana. Contemporaneamente arretrare a Ferriera la stazione ferroviaria interrata e creare in superficie, nellarea che si libererà dallinterramento dei binari, parcheggi di interscambio. «Avigliana - dice il sindaco - è il punto di incontro di diverse valli e potrebbe diventare il nodo di Torino ovest». Un progetto ambizioso che presenta per ora un unico inconveniente: «Quando abbiamo scavato sotto lattuale linea ferroviaria per realizzare una strada ci siamo accorti che è tutto terreno alluvionale con molte infiltrazioni dacqua. Non sappiamo immaginare - dice Mattioli - quel che si troverebbe interrando i binari della ferrovia». Problemi tecnici che, eventualmente, si porranno in futuro. Per ora si attende di conoscere nel dettaglio lipotesi della Camera di Commercio. Nessuno ha ancora calcolato quanti metri quadri di territorio verrebbero liberati dallinterramento dei binari della ferrovia. Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana della Bassa valle è anche sindaco di SantAntonino. Preferisce affrontare largomento con prudenza: «Si tratta, per ora, di suggestioni. Certo unoperazione di questo genere servirebbe a liberare una parte significativa di territorio e a riunire i paesi oggi divisi in due dalla linea dei binari. Se loperazione venisse realizzata con oculatezza si potrebbe migliorare in modo significativo la qualità dellambiente e della residenza in valle». Che cosa si potrebbe realizzare a SantAntonino? «Si potrebbero costruire aree verdi, zone per attività di socializzazione, parcheggi, zone produttive». Naturalmente la discussione è solo agli inizi. Sarà probabilmente utile, come sostengono gli esperti della Provincia, realizzare una sorta di piano regolatore della valle che renda armonici gli interventi dei singoli comuni sulle aree che si libereranno. In ogni caso, promette Ferrentino, «nei prossimi giorni chiederemo che tutti i materiali dello studio condotto dalla Camera di commercio vengano resi pubblici e distribuiti ai comuni interessati». Finora i paesi studiati degli esperti sono stati sei: SantAntonino di Susa, Chiusa San Michele, SantAmbrogio, Avigliana, Rosta e Buttigliera Alta. Nelle prossime settimane dovranno essere conclusi i dossier che riguardano le altre località nella tratta della Bassa valle compresa tra Bussoleno e Torino.