Duecentocinquanta ettari di natura selvaggia, un ecosistema intatto dove è possibile incontrare ricci, faìne, volpi ed una varietà di uccelli dal piumaggio variopinto. E' la riserva naturale di Stato "Cratere degli Astroni", che ogni anno, dopo la sua riapertura avvenuta nel 2006, attira circa 12mila visitatori. Ed ora c'è un nuovo progetto. Inserirla, assieme ad altre bellezze paesaggistiche e monumentali dei Campi Flegrei, in un pacchetto turistico di due giorni. Ora la parola passa ai tour operator. Piccoli borghi rurali, dove zone agricole si alternano ad aree boschive, un frammento di natura selvaggia, l'ultima testimonianza della provincia di Napoli come poteva essere settanta e più anni fa. E' l'identikit della riserva naturale dello Stato "Cratere degli Astroni". Per farla conoscere, in primo luogo alla popolazione della provincia di Napoli, ma anche ai turisti che abbiano scelto la città delle Sirene come luogo dove concedersi una pausa di primavera, arriva l'iniziativa che vede la collaborazione tra il Wwf e l'amministrazione provinciale. Visite gratuite che si svolgono nell'arco di sette fine settimana, partite sabato 19 aprile e che si concluderanno domenica 19 ottobre, per scoprire o per riscoprire il volto degli Astroni. Un volto che lo vede emblema di singolarità geologica, come vulcano perfettamente conservato dei Campi Flegrei. Quello che accompagna i viandanti in una riserva di caccia amata da tutti i grandi regnanti, da Federico II ai Savoia, sede non solo di attività ricreative, ma anche di incontri politici. Ed, infine, quello in grado di svelare i mille segreti del bosco monumentale. Le visite, dunque, sono l'occasione per far conoscere questo territorio che coniuga in sè tante "anime", preservate dall'invasione del cemento, un'invasione che spesso è avvenuta senza regole, in una corsa al massacro del territorio. "Qui come spiega Giuseppe Pugliese, direttore della riserva attuiamo il massimo di tutela dello spazio naturale". Vietati, dunque, tutti i comportamenti che possano arrecare disturbo alla quiete di un ecosistema ancora intatto. Out, quindi, l'entrare in auto nel parco, l'accendere fuochi, l'andare in bicicletta o a cavallo, ed ancora il giocare a calcio. Addirittura "cartellino rosso" anche per chi fuma. Perchè in questo bosco monumentale il più antico e più grande d'Italia, duecentocinquanta ettari, se non vengono disturbate, è possibile "avvistare" volpi, faine, donnole, ricci ed una varietà multicolore di uccelli. Lo sanno bene i circa 12mila visitatori che ogni anno affollano i sentieri della riserva, pronti ad ammirarla, ma procedendo rigorosamente a piedi. E, qualora il sole scottasse troppo, ci si può sempre riparare all'ombra rinfrescante di lecci, carpini ed altri alberi plurisecolari. La flora di questa riserva presenta una curiosa particolarità: l'inversione vegetazionale. "Le piante spiega a questo proposito il direttore della riserva flegrea presentano una distribuzione invertita rispetto a quella comunemente conosciuta. Vale a dire che sul fondo del vulcano crescono alberi che di solito si troverebbero in montagna ed in alto, invece, incontriamo la tipica macchia mediterranea". E, per domenica 25 maggio, il "Cratere degli Astroni" apre le porte per la "Giornata per le Oasi". Un evento che si propone come mix di laboratori didattici, incontri con la natura, e degustazione di prodotti tipici e vini locali.
CAMPANIA - Progetti per la riserva degli Astroni: diventerà meta di pacchetti turistici
La riserva naturale di Stato "Cratere degli Astroni" è un ecosistema intatto di 250 ettari dove si possono trovare animali come volpi, faine e uccelli. Il sito è stato riaperto nel 2006 e attira ogni anno circa 12mila visitatori. Per promuovere la sua conoscenza, il WWF e l'amministrazione provinciale hanno lanciato un progetto di visite gratuite per sette fine settimana, che si svolgono dal 19 aprile al 19 ottobre. Le visite sono limitate a piedi e vietate le attività come l'auto, il fuoco, il calcio e il fumo.
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