Qualcuno dice che viale SantAvendrace, nel centro di Cagliari, poteva essere una miniatura di via Appia Antica. Chi lo dice forse esagera, forse era vero fino a qualche decennio fa. Ora fra chi vi passeggia e la necropoli che si distende lungo le pendici del colle di Tuvixeddu, una delle più antiche e pregiate del Mediterraneo, oltre duemila tombe realizzate dalletà punica a quella della Roma imperiale, corre una cortina di palazzi alti sei piani, edilizia multicolore che occulta ogni vista, un paravento di appartamenti costruiti fino a un paio danni fa che le tombe sono servite a far crescere di valore: vendesi trivani, doppi servizi, termoascensore, posto auto sulla necropoli. Tante tribolazioni ha sopportato la necropoli. E tante ne patisce ancora questo sito archeologico tra i più preziosi in Italia, ma invisibile, trattato come una discarica e forse ignoto persino a molti cagliaritani, poco studiato e pochissimo tutelato. Il 30 maggio il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla fondatezza di un vincolo che la Regione Sardegna ha imposto su una vastissima area, allargando le prescrizioni già esistenti dal 1997, ma evidentemente ritenute inefficaci. Il nuovo vincolo è stato bocciato dal Tar dellisola, sollecitato dal Comune e da un gruppo di costruttori. Cinquanta palazzi di sei piani, duecentosessantamila metri cubi di cemento, minacciano la necropoli punica di Tuvixeddu, nel cuore di Cagliari. Duemila tombe, rarissima testimonianza di una civiltà scomparsa, potrebbero finire assediate da un nugolo di edifici ed essere mortificate più di quanto non lo siano già: oltre quattrocento sepolcri, infatti, resteranno per sempre sovrastati da una mezza dozzina di casermoni tirati su negli ultimi anni, tutti autorizzati e con il visto della Soprintendenza archeologica. La partita che si gioca nel capoluogo sardo è decisiva per questo intreccio struggente di antichi reperti e di paesaggio: il 30 maggio il Consiglio di Stato deve decidere su un vincolo che la Regione ha imposto su tutta larea, un vincolo che impedirebbe la lottizzazione, ma che il Tar dellisola ha bocciato, sollecitato dal Comune e da un gruppo di costruttori. La tesi del Comune è che i vincoli esistenti sono sufficienti.