«Siamo custodi di un patrimonio artistico eccezionale, autentico volano per il turismo di qualità» Rispetto alla rabbia dei colleghi veneti, furibondi per l'eventualità di vedersi confermata dal governo Berlusconi l'Ici sulle ville storiche adibite a prime abitazioni, la voce di Vittoria Colonna - proprietaria di Villa Torrigiani e presidente dell'associazione Ville e palazzi lucchesi - arriva come un balsamo di tranquillità. Il perché lo spiega subito: «Se verrà confermata la possibile distinzione di cui si parla - dice - e cioè far pagare l'imposta a chi usa la villa come bene suo personale ed esclusivo, per agevolare invece chi la cura come un patrimonio collettivo e la apre regolarmente al pubblico, a me andrà bene». La questione, secondo lei, non è affatto di lana caprina. «Le ville storiche lucchesi - afferma - non sono solo beni di lusso». In realtà - spiega Vittoria Colonna - parliamo di un patrimonio storico-artistico eccezionale, di cui noi ci sentiamo custodi. E che è un autentico volano per il turismo della Lucchesia». In effetti, le oltre 500 dimore storiche (di cui alcune risalenti al 1500) censite tra Lucca, Capannori e gli altri Comuni delle colline hanno sempre rappresentato un fiore all'occhiello dell'offerta turistica della zona. La Lucchesia, insomma, non ha niente da invidiare a zone come il Brenta e il Vicentino, quest'ultimo noto per le celebri ville del Palladio. E non a caso la visita alle dimore rappresenta ancora oggi un delizioso passatempo per molti turisti stranieri. Perciò, secondo Colonna, quando i turisti vengono a vedere le ville e rimangono colpiti dalla cura con cui sono gestite (e cura, in questo caso, significa sborsare molti soldi) a beneficiarne non sono solo i proprietari. In modo indiretto, ne beneficia anche il territorio. «La gestione privata di un patrimonio culturale, che in qualche modo appartiene al territorio - continua la presidente dell'associazione - non mi sembra una cosa da buttare, almeno per quanto fatto fino ad ora. Perché è bene esser chiari: non sempre la gestione pubblica dei beni funziona a dovere. Qui abbiamo una mosca bianca come Palazzo Ducale, che la Provincia ha restaurato e riportato all'antico splendore, ma altrove?». Quindi un occhio di riguardo anche economico è ritenuto meritato. «Il privato che gestisce una struttura del genere - spiega Colonna - spendendo molto, e facendo sì che il turista possa essere incantato da quanto vede deve essere agevolato. Noi non vogliamo soldi, ma la distinzione di cui parlavamo prima è un buon segnale in questo senso». Ovviamente chi intende avvantaggiarsene dovrà dimostrare che la sua villa è veramente una prelibatezza da offrire ai turisti, con orari di apertura al pubblico ampi e facilitati. Per intenderci: una villa del 1500 ha una caratura diversa da una più recente. E soprattutto le spese affrontate per il mantenimento della struttura dovranno essere tali da richiedere non solo i normali contributi forniti dalla Soprintendenza, ma anche un'agevolazione importante come il taglio dell'Ici. Ma cosa pensano i colleghi lucchesi delle proteste dei proprietari delle ville venete? «Io sono nel consiglio nazionale dell'associazione Ville d'Italia, è ovvio che c'è un filo diretto con loro. Però la questione - prosegue Colonna - non è stata ancora affrontata, così come non è stata affrontata a Lucca». Qualcuno dell' associazione poco contento però potrebbe esserci. «Può darsi. Ma attenzione: non è davvero il caso di sollevare un tamtam clamoroso. Il governo ha ben altri problemi da affrontare. Quando arriverà a noi, allora ne sapremo di più».
LUCCA. Ici, le ville storiche sperano nella soppressione della tassa
Vittoria Colonna, presidente dell'associazione Ville e palazzi lucchesi, sostiene che le ville storiche lucchesi sono un patrimonio eccezionale e un autentico volano per il turismo di qualità. Secondo lei, la gestione privata di questi beni è una buona soluzione, poiché i proprietari spendono molto per mantenere le strutture e offrire ai turisti esperienze uniche. Colonna sostiene che la distinzione di cui si parla, ovvero l'imposta sulle ville utilizzate come beni personali, non è una mossa da buttare, poiché aiuta a incentivare la gestione privata e a promuovere il turismo. Tuttavia, Colonna sottolinea che la questione non è semplice e che ci sono diverse prospettive da considerare.
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