Caro Dottor Augias, senta questa mia recente esperienza. Possiedo una vecchia casa molto grande in provincia di Benevento, Solopaca, alle falde del Parco Regionale del Taburno, volevo aderire al piano di risparmio energetico, predisposto dal Governo Prodi, che incentiva la produzione di energia elettrica da impianti solari, e dunque far installare sul tetto un bel pannello per l'elettricità ad uso domestico. Una cooperativa di giovani ingegneri ha avviato una pratica da cui si evince chiaramente: 1) il pannello è di 16 metri quadrati su un totale di tetti di circa 650; 2) il pannello verrebbe sistemato, con integrazione architettonica, su un tetto che dà su un cortile interno e non si vedrebbe da nessun punto del paese né della campagna circostante. Malgrado ciò, la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caserta ha annullato l'autorizzazione, concessa dal Comune, richiamando l'art. 7 del Piano Territoriale Paesistico del Taburno che detta l'inamovibilità delle tegole anche se quelle di casa mia non sono originali ma tegole moderne posate nel 1986 dopo il terremoto. Ricordo che quasi la metà del territorio campano si trova nelle mie condizioni, cioè sottoposto a vincoli paesistici. Non le pare che per i pannelli fotovoltaici si potrebbe concedere una deroga, tanto più in luoghi in cui l'abuso edilizio è regola? Marina Cusani paoluziuniroma2.it L a logica della norma è chiara. Le tegole non si toccano perché quel digradare di tetti bruno rossastri, è una delle caratteristiche più tipiche e affettuose dei nostri borghi. Ma le tegole costano e molti rifanno i tetti con materiali più economici e più brutti (bandone, addirittura). Villaggi e cittadine perdono così una delle loro caratteristiche. Non tirerei nemmeno in ballo il fatto che in Campania la violazione delle norme urbanistiche (e di molte altre) è quasi regola. L'amministrazione dello Stato deve applicare la legge non stare dietro alla prassi. Qui però viene il punto. Come deve applicare la legge? Ad occhi aperti, non bendati. Siamo un popolo di divoratori di energia. Ne bruciamo quanto Turchia, Polonia, Romania e Austria che, messe insieme, fanno 136 milioni di abitanti. Abbiamo un'autonomia energetica del 12; il resto lo compriamo dall'estero. In gran parte dalle centrali nucleari estere che noi abbiamo spensieratamente cancellato 20 anni fa. Con il sole la Germania, dico la Germania, produce 2 mila gigawattore di elettricità; noi che saremmo o' paese d'o sole, 35, cioè 57 volte di meno. Non solo in Campania, anche nel Lazio (leggo ne 'La Deriva' di Stella e Rizzo) la sovrintendente ha bloccato tutti gli impianti fotovoltaici "in attesa che il Comitato di settore elabori uno schema di norma di indirizzo a valore per tutto il territorio nazionale". A parte le contorsioni linguistiche un bel guaio che significa: fermi tutti, niente sole. Intanto continuiamo a pagare una bolletta di 30 miliardi di euro all'anno di solo petrolio. Forse bisognerebbe cominciare a pensare alla faccenda dei pannelli.