Il Gruppo d'intervento giuridico denuncia: realizzate diverse piattaforme per roulotte. L'esposto inviato a magistratura, Regione e ministero dell'Ambiente. ARBUS. Il paradiso terrestre e marino di Scivu è di nuovo sotto minaccia. L'attacco sarebbe in atto, sferrato da mattonari e roulottisti abusivi che in vista dell'imminente stagione estiva starebbero attrezzandosi per trascorrere le vacanze in un posto assolutamente esclusivo: tutto natura, mare, sole e una spiaggia da sogno. A denunciare l'assalto a Scivu di spregiudicati vacanzieri, sono le associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra, che hanno inviato un esposto alla procura della Repubblica, alla Regione e al ministero all'Ambiente. Gli ambientalisti si sono mossi dopo le numerose segnalazioni arrivate da parte di turisti e frequentatori di Scivu e della vicina Piscinas. «E' in corso - sostiene Stefano Deliperi, portavoce delle due associazioni ecologiste - quella che appare una strisciante modifica a macchia di leopardo di uno dei più peculiari paesaggi costieri del Mediterraneo, dove esiste un immenso patrimonio naturalistico, faunistico e vegetale e solo qualche abitazione sparsa». Qualcuno, però, starebbe giocando d'astuzia aggiungendo mattoni abusivi e realizzando piattaforme per parcheggiare permantemente roulotte. E' partito così un esposto alle autorità competenti (Ministero, Regione, Soprintendenza, Corpo forestale, carabinieri del Noe, Commissione europea, magistratura) perchè siano accertate presunte irregolarità a Scivu. Non è la prima volta (e giurano che non sarà neppure l'ultima se dovesse essercene l'occasione) che le due associazioni ambiantaliste si ergono a meritori paladini di Scivu. Alla fine degli anni Novanta avevano sventato, con una serie di iniziative amministrative e giudiziarie, una cementificazione selvaggia del tratto più incontaminato e suggestivo della costa arburese. Una società bresciana turistico-immobiliarista (ma dentro c'era anche la Snam del gruppo Eni) voleva realizzare un insediamento ricettivo di 60 mila metri cubi, con il solito campo di golf annesso. Ma Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra lo impedirono in nome di leggi e normative vigenti in materia di tutela paesaggistica e naturalistica dell' intera area di Scivu-Piscinas. Fu così che i cementificatori lombardi dovettero battere in ritirata. Come finì la vicenda è noto. L'attuale presidente della Regione Renato Soru - che a quel tempo era solo il patron di Tiscali e forse neppure ipotizzava il suo ingresso in politica -, acquistò per circa sette milioni di euro la proprietà della bresciana "Riva di Scivu srl", che comprendeva oltre ai terreni fronte mare a sud di Piscinas anche la ex colonia marina di Funtanazza qualche chilometro più a nord. Soru aveva un progetto: regalare i terreni di Scivu alla Regione e ai sardi e recuperare l'immobile cadente di Funtanazza per trasformarlo in hotel a molte stelle. L'intento è a metà strada: Scivu è stata donata (con regolare atto notarile) alla Conservatoria delle coste della Sardegna, Funtanazza (che Soru ha girato a una società del fratello Emanuele) è stata messa in stand-by per scelta dello stesso presidente della Regione e solo da poco sono stati presentati i progetti di recupero al Comune di Arbus.