Un centinaio di giorni di esposizione a Palazzo Medici Riccardi, tra ottobre 2008 e l'inizio del 2009. Questa è la soluzione che si va delineando per il prossimo futuro della Madonna del cardellino, il capolavoro di Raffaello. La soluzione più ovvia - A confermare che saranno gli spazi al piano terra dell'antica residenza medicea a ospitare la tavola dipinta, è stato ieri il Segretario Generale del Ministero per i beni e le attività culturali, Giuseppe Proietti. «Mi sono informato, parlando con la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini, e con il soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Bruno Santi, i quali hanno confermato che c'è una discussione in atto per mostrarla a Palazzo Medici Riccardi ». L'obiettivo è proporre alla città l'opera restaurata prima che questa torni nella sua naturale collocazione, nella sala dei dipinti di Raffaello della Galleria degli Uffizi. Il periodo di questa mostra «monografica » dovrebbe essere tra ottobre e l'inizio del nuovo anno, abbracciando quindi anche il periodo delle feste di fine anno, quando la Firenze turistica vive uno dei suoi momenti di maggior fervore. Il sì definitivo, come qualche «addetto ai lavori» aveva già indicato qualche giorno fa, dovrà però giungere dal Ministero e lascia quanto meno perplessi che proprio il Segretario Generale, che rappresenta la continuità al vertice del dicastero, abbia avuto bisogno di informarsi a Firenze prima di rispondere alle nostre domande. Comunque sia, la soluzione che si va delineando pare la più ovvia, con la città che si riappropria di un'opera - una vera e propria icona della pittura occidentale - che da quando è stata dipinta (tra il 1506 e il 1507) non ha mai lasciato Firenze. E poco importa il «contenitore» all'interno del quale il lunghissimo e delicato restauro del dipinto sarà presentato: l'importante è che il recupero si sia finalmente concluso e con successo. Il «dietrofront» del Quirinale - Come si ricorderà, lo scorso 22 gennaio fu proprio il Giornale della Toscana a «scoprire» le manovre che avrebbero portato il capolavoro ad essere mostrato al Quirinale prima di tornare agli Uffizi. Come ha confermnato ieri Proietti, è stato il Presidente della Repubblica in persona a cambiare idea, a preferire cioè che la Madonna del cardellino non lasciasse Firenze alla volta della Capitale; la decisione è maturata nel momento in cui si è reso conto che la sua disponibilità di ospitare l'opera nella «casa di tutti gli italiani» stava creando delle polemiche. Solo allora ha fatto dietrofront. Da sottolineare che la soluzione «Quirinale» non era l'unica su cui si stava lavorando perché, pare, già dall'inizio dell'autunno scorso la disponibilità di Palazzo Medici Riccardi a fare da cornice al ritorno del dipinto era stata manifestata chiaramente. D'altronde le mostre dell'Apoxyomenos della Croazia e degli oggetti di oreficeria sacra restaurati dall'Opificio e mostrati in anteprima proprio nel palazzo mediceo, costituivano un precedente da non sottovalutare. La soluzione che sarà adottata, quindi, non si delineerà né come una dimostrazione di fiorentino provincialismo né come una sorta di «divieto» di riconoscenza a chi ha reso possibile il recupero dell'opera. I complimenti ai restauratori potranno pervenire anche se l'opera sarà esposta a Palazzo Medici Riccardi, mentre la saggia decisione di non far viaggiare il capolavoro eviterà di creare un pericoloso precedente: l'opera, come detto, non si è mai mossa da Firenze e, dal momento che la materia dei prestiti di capolavori è da troppo tempo al centro di una pericolosa vacatio legis, l'esposizione mediatica al Quirinale della Madonna del cardellino avrebbe giovato all'Opificio e al Polo museale fiorentino, ma avrebbe fatto correre rischi inutili alla tavola dipinta, come ha più volte affermato il direttore degli Uffizi, Antonio Natali. Restauro finito - Intanto il restauro del capolavoro di Raffaello è veramente finito e il dipinto sta per essere sottoposto a una delicata e meticolosa campagna fotografica che servirà per corredare il catalogo-testimonianza del lungo iter fino al definitivo recupero. Confrontando le immagini del «prima» con il risultato finale del restauro, si percepisce subito la sorprendente differenza delle cromìe del manto pittorico. Sparita la patina giallo-verdognola che la opprimeva, la superficie del quadro ha reso quelli che sono stati ritenuti i «veri» colori di Raffaello, le sue pennellate morbide, quasi impalpabili. Non solo: sono riaffiorati dei particolari che erano invisibili, come una ciocca di viole ai piedi della Vergine. «Sono molto contenta del risultato finale - ha detto Patrizia Riitano, la restauratrice che per dieci anni ha curato l'opera -ma allo stesso tempo provo la necessità di allontanarmi da essa. Così, forse, quando avverrà il definitvo distacco soffrirò un po' meno».
Madonna del cardellino: la ospiterà Palazzo Medici
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha confermato che la Madonna del cardellino di Raffaello sarà esposta a Palazzo Medici Riccardi a partire da ottobre. La decisione è stata presa dopo una discussione con la città di Firenze, che ha espresso la volontà di ospitare l'opera. Il dipinto sarà esposto in un'anteprima monografica, che potrebbe durare fino al nuovo anno. Il restauro dell'opera è stato completato e il dipinto è stato sottoposto a una campagna fotografica per documentare il processo di recupero. La restauratrice Patrizia Riitano è soddisfatta del risultato finale, ma proviene a distanza da essa.
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