Con il decreto legislativo approvato "ieri in Consiglio dei ministri, il Ministero per i beni e le attività culturali sarà strutturato in quattro dipartimenti, da cui dipenderanno le Direzioni generali. Nello stesso tempo sarà abolito il Segretariato generale. Il primo Dipartimento è quello per la tutela del Bel Paese, ovvero il Dipartimento per i Beni culturali e Paesaggistici. Dal Dipartimento dipenderanno le Direzioni generali per l'Archeologia, per i Beni artistici e storici, per l'Architettura e l'Arte contemporanea, per gli Archivi, per le Biblioteche e gli Istituti culturali e quella per i Beni architettonici e il Paesaggio. Il secondo è il Dipartimento per gli Archivi e le Biblioteche, da cui dipenderanno anche gli Istituti culturali. Il terzo è il Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport, da cui dipenderanno le Direzioni generali per la Musica e il Teatro e per il Cinema. In questo modo da una parte - sottolinea il ministro - si formalizza una maggiore attenzione al settore musicale, dall'altra parte vengono istituzionalizzate le competenze del Ministero in materia di vigilanza sullo sport. Il quarto è il Dipartimento per una gestione più moderna; Dipartimento per la Ricerca e innovazione. «Questo - ha commentato il Ministro - è il cuore della riforma. Tale dipartimento, che verrà suddiviso in Risorse umane e formazione, Innovazione tecnologica e promozione, è la chiave di volta per modernizzare un'amministrazione di grande tradizione e qualità specialistica, che però deve essere sempre più efficiente e sempre più attenta ai bisogni dei cittadini». Al Dipartimento faranno capo anche gli istituti centrali che si occupano della ricerca (Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Istituto centrale per il restauro, Opificio delle pietre dure, Istituto per la Storia dell'arte) «per coordinare ed ottimizzare le grandi eccellenze che l'Italia ha raggiunto in questi settori e per metterle al servizio del sistema Paese».