Il paesaggio italiano è in pericolo. La sua tutela non deve essere vissuta come "costo per il Paese", ma piuttosto come "una possibile fonte di guadagno". Scarsa comunque è la fiducia nelle istituzioni pubbliche, anche se grande sarebbe il desiderio di poter fare qualcosa. Sono le opinioni che emergono da un sondaggio condotto dal Fai, il Fondo per lAmbiente Italiano in collaborazione con la Iulm, la Libera università di lingue e comunicazione di Milano, su "Il paesaggio nella visione dei giovani". Al questionario ha risposto un campione di oltre 3mila studenti delle scuole superiori di secondo grado in tutta Italia. Spesso sorprendenti le risposte. Alla domanda "a chi affideresti la tutela del paesaggio?" solo il 5,5 degli intervistati la affiderebbe allamministrazione pubblica, mentre il 46,7 indica i tecnici specializzati, il 26,5 le associazioni sul territorio e il 21,3 i cittadini. La sensazione che il paesaggio italiano sia in pericolo è naturalmente la più diffusa (74,8). Le cause principali del pericolo percepito sono indicate nel rifiuti di Napoli (20,9), una risposta stimolata dalla cronaca, nel generico inquinamento (15,3), nellincendio dei boschi (10), nella cementificazione (8,9). Ma non era prevedibile che la maggioranza degli intervistati (il 54) pensasse alla sua tutela come possibile fonte di guadagno. Ai giovani si è rivolta Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, presentando i dati del sondaggio alla Iulm: «Anche lambiente deve essere difeso come se fosse un monumento. Il più importante dei monumenti che possediamo. Siete voi giovani che dovete tutelare il paesaggio. Come? Attivandovi in tutti i modi possibili. Dietro ogni angolo dItalia ci sono straordinarie ricchezze paesaggistiche da difendere. Il mare è composto da milioni di gocce dacqua. Ogni vostra azione può essere una goccia in difesa del paesaggio». (c. br.)