NAPOLI, I trasferimenti «da palazzo a palazzo». A cominciare da quelli che Silvio Berlusconi definisce i «regali elettorali» e i «éapricci di spesa» del Governo Prodi, disseminati nellultimo decreto milleproroghe e nei meandri della Finanziaria 2008. Sono questi i "tagli" individuati da Giulio Tremonti per coprire il pacchetto varato a Napoli, che poggia su Ici, detassazione straordinari, sicurezza e rifiuti. Un pacchetto che vale 2,6-2,7 miliardi: almeno 1,5 miliardi in meno dei 4-4,2 ipotizzati negli scorsi giorni. Ma il ministro dellEconomia fa sapere che le risorse mancanti, soprattutto per puntellare labolizione dellIcì, arriveranno dalla grande operazione triennale sulla fmanza pubblica che scatterà a giugno, della quale farà parte anche un intervento «sullabase imponibile di alcune industrie che hanno realizzato guadagni di congiuntura». Nel mirino, oltre a banche e assicurazioni, anche i petrolieri. Tremonti ribadisce che il Governo non metterà le mani nelle tasche dei cittadini. Per il momento quello che Berlusconi ha definito l«onnipresente e indispensabile» ministro comincia con un «repulisti» degli sprechi attribuiti al Governo Prodi. Facendo riferimento al "milleproghe" Tremonti cita come esempio «il fondo di due milioni di euro per lapicoltura». «Non mi sembra un intervento serio a favore delle api, che sono importanti, ma una cosa fatta da chi usava male i soldi pubblici», afferma il ministro. La lista delle voci da "limare" o sopprimere non sarebbe comunque ancora completa. Fortemente a rischio sarebbero alcuni trasferimenti a manifestazioni locali (magari sotto "lombrello" dei beni culturali), proroghe legate a rifinanziamenti di attività museali e piccoli finanziamenti di iniziative collegate alla tutela ambientale. Anche alcuni progetti non indispensabili per la Difesa, perché collegati ad iniziative marginali, potrebbero essere investiti dalla "potatura" targata Tremonti. Ma da ambienti tecnici giunge la voce che il piano di copertura non prevede solo sforbiciate ma anche la limitazione del raggio di azione di alcuni interventi contenuti nella Finanziaria (ad esempio esenzioni su ticket sanitari e fondi per gli enti previdenziali) o nel protocollo sul Welfare. Dal Tesoro non giungono conferme. Anche se appare sempre più probabile che con loperazione triennale sui conti pubblici che scatterà a giugno possa essere avviata unazione di ridimensionamento di alcuni dei costi previsti dal protocollo sul welfare (a partire dagli "usuranti"). Altrerisorse arriveranno dalla riforma del pubblico impiego e dal piano di riassetto della pubblica amministrazione che sta preparando il ministro Renato Brunetta (i due interventi tra un paio di settimane sarannopronti). Dallopposizione si continua a sostenere che parte della copertura del pacchetto fiscale varato a Napoli sarebbe garantita, a differenza di quanto sostiene Tremonti, dal famoso "tesoretto" (per i-i,2 miliardi). E Pierluigi Bersani annuncia che il Pd darà battaglia in Parlamento. Tremonti però sembra sicuro dei fatto suo. E dopo aver incassato laccordo sui mutui anche grazie al «fiscal» pressing oltre che allintervento del premier, dà appuntamento agli istituti di credito a giugno quando arriverà «un provvedimento che rimodulerà la base imponibile delle banche».
BENI CULTURALI - I tagli di Tremonti da palazzo a palazzo
Il ministro dellEconomia Giulio Tremonti ha presentato un piano per coprire il pacchetto varato a Napoli, che prevede tagli e sforbiciate. Il pacchetto vale 2,6-2,7 miliardi e copre Ici, detassazione, sicurezza e rifiuti. Tremonti afferma che le risorse mancanti arriveranno dalla grande operazione triennale sulla fmanza pubblica che scatterà a giugno. Il piano prevede anche la limitazione del raggio di azione di alcuni interventi contenuti nella Finanziaria. Il ministro ribadisce che il Governo non metterà le mani nelle tasche dei cittadini.
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