L'impresa che curerà le ristrutturazioni è stata finalmente individuata: è la ditta Poggiolini di Firenze. Ora bisogna solo affrettare un po' i tempi per non arrivare impreparati all'apertura della grande mostra su Giorgio Morandi senza che la Casa del pittore sia stata aperta al pubblico. Casa Morandi, insomma, assicurano dal settore Lavori pubblici del Comune, sarà completamente ristrutturata e resa disponibile per ospitare il Centro studi e il museo entro il 31 dicembre di quest'anno. A gennaio, infatti, dopo la «trasferta» al Metropolitan di New York sarà allestita al Mambo la grande mostra dedicata al maestro del Novecento, e per l'occasione, verrà ripristinato l'appartamento di via Fondazza dove l'artista inseguiva bagliori di luce che poi catturava nelle tele e dove «spiava» i cortili per ritrarli nei diversi momenti della giornata, viaggiando con il pensiero verso altri orizzonti. Sarà una corsa contro il tempo, visto che la gara per individuare la ditta di costruzioni andò completamente deserta. Abbandonata la via della gara e cambiati i criteri per la selezione dell'impresa per rendere più agevole la ricerca si è quindi proceduto ad un asta per concedere l'appalto. Ma almeno un mese è andato perso. La conferma che, malgrado tutto, i lavori saranno ultimati entro l'anno, è arrivata ieri mattina nel corso di un'udienza conoscitiva della Commissione Cultura in Comune. «I lavori ha ribadito Raffaela Bruni, direttore dei Lavori Pubblici sono stati appaltati questa settimana attraverso un'asta, vinta poi dalla società fiorentina». Entro pochi giorni Palazzo d'Accursio dovrà incontrare i responsabili della ditta per programmare un piano di intervento e l'intera operazione dovrà svolgersi quindi in sette mesi. Eppure il restauro dell'abitazione dove Morandi dipingeva le sue celebri nature morte sarà molto complesso. Secondo il progetto ideato dall'architetto Massimo Iosa Ghini, infatti, le stanze dovranno assumere le dimensioni e i colori originari e dovranno essere portate alla luce anche le polveri, le prove di colore e i segni di matita, o numeri di telefono o altre annotazioni che il maestro tracciava qua e là sulle pareti. L'appartamento, però, ha subito negli anni diverse trasformazioni, è stato abitato da proprietari differenti che hanno costruito tramezzi e demolito muri. Alla fine dei lavori la Casa dovrà presentarsi come un percorso nella vita dell'artista: si comincerà con gli spazi che ricordano il Morandi bambino e una collezione di foto che testimonia i suoi amici e i suoi affetti. Una stanza sarà adibita a videoproiezioni, un'altra ospiterà la ricostruzione dello studio. Infine, quelle che un tempo erano la camera da letto delle sorelle, la cucina e il soggiorno diventeranno una sala per consultare documenti, un'aula polivalente da utilizzare per le conferenze. Oltre al centro studi, dunque, l'appartamento consterà anche di aree da adibire a spazi espositivi, la spesa complessiva della realizzazione del progetto, lo ricordiamo, è di 700 mila euro coperti al 50 per cento da Unindustria.