Non c'è da stupirsene. MA l'eco della bufera che sta investendo la Biennale di Venezia supera tranquillamente i confini italiani, com'è giusto che sia. Oltre le Alpi non solo l'operato del ministro per i Beni e attività culturali Urbani finisce per risultare un'interferenza bella e buona del potere, politico, ma si dà pieno sostegno a una possibile manifestazione alternativa alla Mostra del cinema ufficiale nel caso Moritz de Hadeln non venga confermato alla direzione della rassegna per il 2004. Infatti la Fipresci (la Fedération International de la Presse Ciné-matographique, che raccoglie alcune migliaia di critici dì 62 paesi del mondo) manifesta apertamente "il suo più vivo disappunto per le recenti vicende che hanno parlato di "licenziamento" da parte del ministro Urbani dei presidente Franco Bernabè e del consiglio d'amministrazione della Biennale di Venezia che si accingevano a confermare, nella riunione di oggi (22 dicembre) poi annullata, Moritz de Hadeln alla testa della Mostra del cinema per il 2004». La Fipresci, per bocca del presidente, il critico francese Michel Cìment, e del segretario generale Klaus Eder, ha diffuso una nota dove dice che, «pur non volendo intervenire nelle vicende interne del Governo italiano», deplora «che ancora una volta le ragioni della politica interferiscano nell'autonomia culturale e gestionale di uno dei più importanti e prestigiosi enti culturali del mondo al quale i critici internazionali guardano da sempre con attenzione e forte partecipazione». La Fipresci rilascia poi una dichiarazione, d'intenti importante. Esprime infatti il «proprio totale, sostegno» a Carlo Lizzani, Gillo Pontecorvo, Felice Laudadio e Alberto Barbera - in passato direttori della Mostra d'arte cinematografica - che hanno dichiarato la propria disponibilità a dirigere collegialmente una manifestazione alternativa alla Mostra, sul modello delle Giornate del cinema del 1972-73, qualora l'attuale direttore Moritz de Hadeln non venisse confermato «ovvero se un eventuale nuovo direttore, non possedesse i requisiti professionali e culturali adeguati. La manifestazione alternativa, «che si terrà solo se si sarà costretti ad organizzarla, si svolgerà nelle stesse date della Mostra con il sostegno di lutti i più importanti organismi nazionali e internazionali rappresentativi degli autori cinematografici, dei critici e delle, altre categorie del cinema mondiale», Insomma: il governo continuerà nel suo disegno destabilizzante, il contraccolpo si sentirà in tutto il mondo (e non ci vuole gran fantasia per immaginarlo), mentre il mondo dello spettacolo sì attrezza per contrabattere. E se questo succede, cosa diranno, a Forza Italia: che anche fuori d'Italia sono tutti «comunisti?» A sostenere Laudadio, Masetti e gli altri che pensano alla manifestazione alternativa, al controfestival, arriva anche l'associazione Articolo 21. Per Giuseppe Giulietti, parlamentare e portavoce dell'associazione, Urbani ha un solo modo per smentire i sospetti che pesano sulle sue azioni: «Confermare in toto anche le nomine di sua competenza, presidente compreso. La via della riconferma spazzerebbe d'incanto ogni sospetto, e il consiglio confermato potrebbe proseguire sulle scelte già intraprese, cominciando da quella della riconferma del direttore del settore del cinema. In caso contrario - assicura portavoce di Articolo 21 - sarà opportuno convocare a Venezia gli stati generali della cultura e dell'audiovisivo».