Polemica Idv: sono passati 10 anni dalla istituzione dei vincoli ma proliferano gli abusi. Fontana dei Verdi:«Revocare tutte le autorizzazioni alle società coinvolte nelle azioni di degrado dell'area» AUTOVEICOLI e motorini abbandonati, copertoni d'auto, materiali di risulta nocivi, e anche edilizi. E ancora una discarica abusiva di oltre due ettari. Per non parlare dei vari procedimenti per abusi edilizi. Questa è la situazione del Parco di Veto, un'area archeologica tra le più importanti della Regione Lazio, sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici strettissimi. In teoria. Perché la «fotografia», parla di continue denunce per una situazione definita gravissima, anche a causa di un regolamento non ancora approvato. «Il fatto davvero sorprendente è il continuo e lento proliferare dei piccoli abusi edilizi: è il cosiddetto abusivismo dei "furbetti" di campagna che ampliano le superfici dei loro immobili non censiti catastalmente e che sfuggono di fatto a ogni controllo» dichiara Luigi Camillo-ni, Presidente dell'Osservatorio Sodale. «Purtroppo, - continua - nonostante siano trascorsi10 anni dall'approvazione della legge istitutiva del Parco di Veio, tale ente ancora non si è dotato di un piano del parco (o piano d'assetto);uno strumento indispensabile per stabilire quello che si potrà fare e non fare in tutto il territorio». A ciò risponde il Presidente del Parco, Femando Petrivelli: «Stiamo mettendo in campo un grande sforzo per la lotta all'abusivismo edilizio con centinaia di denunce all'autorità giudiziaria, e nel campo della salvaguardia ambientale con il controllo costante del territorio per la repressione dei reati ambientali: ultimo caso in ordine di tempo il sequestro della discarica abusiva e di due camion che trasportavano rifiuti speciali». Inoltre, «il consiglio direttivo, che si è insediato da solo un anno - aggiunge Petrivelli - ha approvato le linee guida per l'aggiornamento del piano di assetto e sottoscritto un crono programma che prevede il varo del piano entro il mese di dicembre 2008». E questo anche per rispondere all'auccusa lanciata dal compagno di partito di Carnilloni, Claudio Bucci, che nella mattinata di ieri aveva denunciato il sequestro della discarica: «È ora di farle» finita. Dì fronte a tanta incuria nel confronti del verde pubblico, non basta più il controllo dei documenti di carico dei camion, ci vogliono sanzioni immediate e condanne che impediscano di reiterare il reato da parte degli stessi soggetti che ormai ne fanno un'attività imprenditoriale». Infine Enrico Fontana, capogruppo dei Verdi-La Sinistra al Consiglio regionale de! Lazio, chiede: «Bisogna imporre la bonifica immediata delle aree, la revoca di autorizzazioni a qualsiasi titolo concesse e l'esclusione delle eventuali società coinvolte da ogni appalto pubblico».