Il Piano paesaggistico regionale non argina del tutto il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Del resto, con norme più rigide e aree inedificabili più estese, aumenta anche la possibilità di incappare della violazione delle norme. Nella classifica del "mattone selvaggio" stilata dal Corpo Forestale regionale, Cagliari è la seconda provincia per numero di denunce. La prima è Nuoro, seguono dopo Cagliari Tempio Pausania (88), Sassari (58), Lanusei (56), Oristano (23) ed Iglesias (22). Nel 2007 e nei primi mesi del 2008 la Forestale ha trasmesso alla procura della Repubblica 104 "notizie di reato" riguardanti per altrettanti presunti abusi commessi nel capoluogo e sul suo litorale: interi palazzi oppure edifici ristrutturati con volumetrie in eccesso, realizzati in assenza di concessione, o superando i limiti imposti dalle autorizzazioni comunali. Rispetto all'anno scorso, salta all'occhio il dato dei sequestri effettuati dagli agenti su ordine dei pm: 15 in città, soltanto nei primi mesi del 2008. L'anno passato erano stati in tutto 14, con 68 notizie di reato (17 dal primo gennaio 2008), con 71 indagati (32 quest'anno). Il ricorso ai sigilli è dovuto anche al Piano paesaggistico, che ha introdotto aree vincolate attorno ad alcuni beni definiti "identitari" (opere che rappresentano il patrimonio architettonico e culturale sardo), che si aggiungono ai beni cosiddetti paesaggistico, già vincolati prima dell'entrata in vigore del Piano, legge dal settembre 2006. Nell'Isola, i presunti abusi sono stati 519, calcolati dalla Forestale sulla base delle comunicazioni di notizie di reato relative a violazioni paesaggistiche e urbanistiche (405), violazioni urbanistiche (88), e violazioni paesistiche e deturpamento (26), indagando in totale su 992 persone tra il 2007 e il 2008. In totale, 168 sequestri che riguardano soprattutto fabbricati realizzati ex novo in assenza di concessione edilizia (49 per cento dei casi) o in difformità dal permesso di costruire come nel caso di ampliamenti abusivi (38 per cento). I sigilli sono stati posti anche nei casi di sbancamenti e di strade di collegamento (11 per cento), funzionali alle lottizzazioni abusive (4 per cento). Il maggior numero di accertamenti sono stati eseguiti ad Orosei (69), Siniscola (36) e Alghero (24). «Abbiamo sempre lavorato per arginare il fenomeno - ha spiegato alle agenzie di stampa il comandante del Corpo Forestale della Sardegna, Giuseppe Delogu - ma con il Ppr, che ha introdotto elementi innovativi e ha fatto chiarezza su alcuni concetti come la tutela del beni culturali, ambientali ed identitari, vi è stato un salto di qualità ed ora l'abusivismo è più facilmente riscontrabile in funzione delle modalità d'uso del territorio». Intanto sul Piano paesaggistico è in corso una complessa procedura che mira a «sbloccare » - nelle parole dell'assessore regionale all'Urbanistica Gian Valerio Sanna - l'impasse che ha portato al blocco di alcuni cantieri (secondo il Comune di Cagliari, almeno sessanta in città). La Soprintendenza ha chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato sulla regolarità della "copianificazione" regione-comune, avviata per superare lo stallo.
SARDEGNA - Il mattone è selvaggio aumentano abusi e sigilli
Il Corpo Forestale regionale ha trasmesso alla procura della Repubblica 168 notizie di reato per abusi edilizi in Sardegna, tra cui 519 in Isola, 88 a Tempio Pausania, 58 a Sassari, 56 a Lanusei, 23 a Oristano e 22 a Iglesias. Nel 2007 e nei primi mesi del 2008, la Forestale ha trasmesso 104 notizie di reato a Cagliari. Il ricorso ai sigilli è dovuto anche al Piano paesaggistico, che ha introdotto aree vincolate attorno ad alcuni beni definiti "identitari".
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