Ora è disseminata da una serie di discariche a cielo aperto Un grande rimpianto e tanta rabbia dentro. Sul sentiero antico del borgo montano, tra gloria e cultura e tra le timide piante di erba di San Giovanni, corbezzoli e ginestrini. Adesso anche discariche avvilenti a cielo aperto. C'è di tutto: eternit, gomme, spazzatura di vario genere, telai di scooter e altri rifiuti ferrosi. L'associazione Dav, tramite i delegati di zona nelle persone di Fabrizio Paolini e Michele Bottai, solleva il problema segnalando il degrado agli organi competenti e in particolare al comando dell'Arma dei carabinieri di San Giuliano. «Si assiste - commenta il presidente provinciale dell'associazione Difesa Ambiente e Vita, Alessio Giani - a un continuo stillicidio di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti. Attraverso sopralluoghi, ripetuti nel tempo, sono state recuperate addirittura batterie esauste. Il sentiero è stato sottoposto ad una sorveglianza attenta senza purtroppo concludere una individuazione di soggetti colpevoli». L'appello è rivolto, oltre che alle istituzioni in primis alla polizia municipale, anche ai cittadini affinché collaborino per mettere fine ad una vergogna vera e propria, ad un pericolo per l'ambiente e le persone. Si impone reprimere atti che sanno solo offendere il senso civile e mortificano l'amore per le bellezze naturali del posto. La memoria si appunta su questa località di straordinaria bellezza. Un'importanza non solo paesaggistica ambientale ma anche storico-culturale. La passeggiata Belvedere è una località amena dell'ex tenuta di Agnano, nota già nel 400 all'epoca del principe Lorenzo dei Medici, meglio conosciuto come Il Magnifico. È stata visitata e apprezzata da illustri uomini come Angelo Poliziano e Luigi Pulci. Successivamente è stata frequentata dai Malaspina fino agli Asburgico-Est in un recente passato la località è stata curata amorevolmente dagli eredi Tobler e poi dai Tadini-Boninsegna. Il sentiero da sempre è stato visitato da tantissime persone attratte dalla bellezza del bosco anche per quella atmosfera selvaggia che si può respirare».