La maggioranza approva la normativa. Astenuti i consiglieri di An e Forza Italia A favore tutta la maggioranza, astenuti i consiglieri di An e Forza Italia, mentre l'Udc non ha partecipato al voto. È stata approvata così, non senza polemiche, la modifica del regolamento edilizio che inserisce nuove norme per la realizzazione di strutture precarie a servizio di bar e ristoranti. È toccato all'assessore all'urbanistica, Moreno Canuti, ricordare le tappe della tormentata vicenda. Canuti è partito dal primo regolamento del 1998, modificato nel 2006, sempre all'unanimità, fino alle inchieste e ai sequestri ordinati dalla magistratura, che hanno colpito alcune strutture, a partire dal gazebo del Mercedes Cafè. Le nuove norme mettono fine alla possibilità di chiudere completamente le strutture, limitano anche la loro grandezza - al massimo 30 metri quadrati - e obbligano i proprietari a smontarle dopo tre anni e a richiedere una nuova autorizzazione non prima di sei mesi. Insomma, regole per definire meglio i criteri di precarietà e di temporaneità delle strutture stesse. Ma il primo dubbio sull'efficacia delle nuove regole lo ha posto il capogruppo di An, Luca Montemaggi che ha chiesto se ci sia la certezza che «una struttura, per quanto aperta ai venti, non costituisca un abuso». Per sciogliere questo dubbio, Montemaggi ha chiesto all'amministrazione di munirsi di un parere legale. Inoltre Montemaggi ha invitato l'amministrazione a cercare ipotesi alternative, come la concessione del diritto di superficie con la possibilità di una regolare concessione edilizia. Anche il capogruppo dell'Udc, Gabriele Bellettini, ha chiesto alla giunta se ci fosse un parere legale sulle nuove norme ed ha chiesto anche se ci fosse un parere scritto da parte delle associazioni di categoria. In mancanza dell'uno e dell'altro - per quanto riguarda le associazioni di categoria, l'assessore Canuti ha detto di averle incontrate e di aver discusso con loro le nuove regole - l'Udc ha preferito non partecipare al voto, mentre An e Forza Italia si sono astenuti. Il consiglio ha emendato il testo originario, nella parte delle motivazioni: non pareva opportuno che in premessa la direzione gestione del territorio sottolineasse che la concreta attuazione del precedente regolamento non solo non avesse «l'installazione effettivamente precaria della chiusura invernale», ma neppure «il controllo sulla conformità rispetto a quanto autorizzato». Enrico Pizzi
URBANISTICA - GROSSETO. Gazebo in città, mai più manufatti chiusi
La normativa è stata approvata con la maggioranza dei consiglieri, ma alcuni hanno astenuto il voto. La normativa modifica il regolamento edilizio per inserire nuove norme per la realizzazione di strutture precarie a servizio di bar e ristoranti. Le nuove norme limitano la grandezza delle strutture a 30 metri quadrati e obbligano i proprietari a smontarle dopo tre anni. Il capogruppo di An ha chiesto se ci sia la certezza che una struttura non costituisca un abuso. L'assessore Canuti ha detto di aver incontrato le associazioni di categoria e di aver discusso con loro le nuove regole. L'Udc ha preferito non partecipare al voto.
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