Il comitato: progetto inadatto al di là di eventuali irregolarità Il comitato per il Parco di Migliarino interviene sul sequestro di documenti da parte della Guardia di Finanza nelle sedi del Comune di Vecchiano e del Parco, si augura che l'iniziativa della magistratura riesca a fare chiarezza intorno all'operazione di Case di Marina, operazione che il Comitato «ha sempre osteggiato perchè giudicata una vera e propria calamità per i delicati equilibri della zona». Il Comitato intende comunque puntualizzare che, dal suo punto di vista, «la presenza di eventuali irregolarità non rappresenta il punto essenziale della vicenda». «Se queste dovessero emergere - si afferma - sarebbero solo un aggravante rispetto a una scelta che il Comitato giudica sbagliata, anche se adottata con tutti i crismi di legge. Infatti, nel luogo più significativo e più prezioso dell'area protetta, in mezzo a due riserve integrali, verranno realizzati ben 40 appartamenti, più un ristorante, più un albergo. E' un intervento che avrà effetti dirompenti e porterà alla distruzione di uno dei luoghi più preziosi della Toscana, sottoposto a numerosi vincoli ambientali anche di carattere internazionale». «Pertanto, anche nel caso che tutto risultasse a norma di legge - dice il Comitato -, ribadiamo la nostra ferma opposizione a una scelta che giudica devastante. Il Comitato non è contrario all'utilizzo delle volumetrie esistenti per fini turistici, ma contesta nel modo più categorico le modalità con cui si è deciso di intervenire a Case di Marina. Il progetto che già è stato approvato dal consiglio comunale e dal Parco prevede infatti la demolizione (già avvenuta) delle due storiche caserme che ospitarono i primi incursori della Marina; la ricostruzione al loro posto di altri edifici analoghi; più la realizzazione di altri immobili ex novo che, si dice, rappresenterebbero il recupero di edifici non più esistenti nell'area da almeno sessant'anni». l Comitato contesta anche le modalità dell'intervento scelto dagli enti pubblici. «Il piano di gestione del parco - dice - prevede infatti nella zona la realizzazione di servizi turistici. Ma invece di consentire la costruzioni solo di alberghi o altre strutture ricettive analoghe, il Comune e il Parco hanno scelto di autorizzare la realizzazione di 40 Rta, che sono di fatto dei miniappartamenti con l'unico vincolo della gestione unitaria (in teoria non potrebbero essere venduti separatamente). Le inchieste della magistratura in Toscana hanno però dimostrato che le Rta (residenze turistiche alberghiere) sono tipologie pericolose, perchè si prestano alla speculazione edilizia. In gran parte dei casi le Rta sono diventate seconde case. E' vero che non si deve fare il processo alle intenzioni, tuttavia non si capisce perchè il Comune e il Parco abbiano consentito in un luogo così prezioso questa forma di intervento, rifiutata ad esempio in altri comuni della Toscana». «Questa operazione che trasformerà completamente uno dei luoghi più cari a generazioni di vecchianesi e sangiulianesi - dice ancora il Comitato - non porterà alcun beneficio alla popolazione, e non avrà alcun effetto positivo nè sul cosiddetto sviluppo, nè sull'occupazione. Rimane ancora da valutare l'effetto che avrà sulla riva destra del Serchio. Noi chiediamo a tutti i cittadini di riflettere, e di domandarsi se davvero ne valeva la pena, di svendere "questo regno", che appartiene a tutta la comunità, in cambio di un piatto di lenticchie». Il Comitato contesta poi «con forza la previsione di un ristorante (il quinto a Marina di Vecchiano) che provocherà un ulteriore aumento di persone a Bocca di Serchio, dove già esiste il problema di un'eccessiva pressione antropica. Il Comitato infine ribadisce di non avere niente contro la Società Iniziative turistiche Toscane che opera sulla base delle norme dettate dagli enti pubblici. Il Comitato contesta unicamente le scelte di natura urbanistica operate dal Comune di Vecchiano e dal Parco».