Da un anno e mezzo la delibera della giunta non va in discussione La vendita dello stadio San Nicola sembra essere sfumata. Da più di un anno e mezzo, infatti, la delibera con la quale si dava il via libera alla dismissione del bene è congelata: la giunta lha approvata a gennaio del 2006, ma i capigruppo non la inseriscono ancora allordine del giorno del consiglio comunale per dare al provvedimento il via libera. O per bocciarlo. Una volta soltanto si è arrivati alla discussione e proprio dai banchi del centrosinistra (più precisamente dallItalia dei Valori con lappoggio dei Socialisti e di Rifondazione) è arrivata la richiesta di prendere tempo «per ulteriori chiarimenti». «Il perché di questa decisione bisogna chiederlo ai consiglieri comunali non certo a noi» spiega lassessore allUrbanistica, Ludovico Abbaticchio. Nella maggioranza mai nessuno si è schierato però contro il provvedimento. Evidentemente però preferiscono non discuterlo, dando così ragione a chi vede dietro la scelta una ragione politica: una non condivisione dello strumento della variante al piano regolatore (Rifondazione), un non convincimento sulle ragioni del provvedimento. Oppure il timore che questo provvedimento possa cozzare con altre scelte: la cittadella della Giustizia di Pizzarotti in parte inciderebbe sui suoli da destinare alla cittadella dello Sport. La delibera - che porta la firma di Abbaticchio ma anche dellallora assessore allEconomia, Francesco Boccia e dellassessore allo Sport, Elio Sannicandro - prevede che lo stadio debba essere venduto a 51 milioni di euro. Trentatré per lastronave pensata da Renzo Piano e 18 per i terreni attorno. Oltre allalienazione dello stadio, è stata pensata in contemporanea una variante al piano regolatore per consentire allacquirente del San Nicola di usufruire anche dei terreni attorno. In modo tale da realizzarci qualcosa: non palazzi ma «strutture sportive, ricreative, culturali, ricettive e commerciali necessarie ad avere uno stadio moderno e polifunzionale» spiegavano i tre assessori nel provvedimento. Accanto alla tribuna est dovrebbero essere realizzati un ristorante, un museo dello sport, centri fitness, gallerie commerciali e box per il merchandising. Nel progetto è prevista poi la possibilità di realizzare un albergo con trecento posti letto, un auditorium e un parco sportivo attrezzato. Tutto questo, sosteneva la giunta, era «necessario per aumentare lutilizzo e la fruibilità dello stadio e delle aree circostanti fornendo nuovi servizi e nuove opportunità ai cittadini: soltanto così lo stadio potrebbe diventare oggetto di operazioni finanziarie con soggetti privati, in modo tale da poter concretizzare lipotesi dellalienazione alle miglior condizioni di mercato». Ed effettivamente subito dopo lapprovazione del provvedimento in giunta, qualcosa si era mosso. Il Comune era andato ad esporre il progetto al Mipim di Cannes, la grande fiera del mercato immobiliare francese. E in quelloccasione - almeno a credere agli uomini della giunta - qualcuno si era fatto avanti: fondi immobiliari russi e americani avevano mostrato il loro interesse verso linvestimento. Per il momento tutto è però congelato «Lindicazione dellamministrazione non cambia: per noi - dice lassessore allo Sport, Sannicandro - quello è un provvedimento importante e qualificante. La volontà politica di vendere lo stadio cera e tale rimane». «Quello che ci sembra doveroso - continua Abbaticchio - è per lo meno che venga discusso: abbiano il coraggio almeno di dirci di no».
BARI - Congelata la vendita dello stadio
La delibera della giunta che prevede la vendita dello stadio San Nicola è stata congelata per più di un anno e mezzo. La delibera, approvata nel 2006, prevede la vendita dello stadio a 51 milioni di euro e la creazione di una variante al piano regolatore per consentire all'acquirente di utilizzare anche i terreni attorno. La giunta ha espresso la volontà di vendere lo stadio, ma non ha ancora preso decisioni concrete. Il Comune ha esposto il progetto al Mipim di Cannes, ma non è stato possibile raggiungere un accordo con fondi immobiliari russi e americani.
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