Discussione aperta anche sul trasloco del monumento ai caduti: Davide Allio, generale alpino in congedo, in una lettera al sindaco, difende la posizione del monumento, «sentinella dei valori di patria, nazione e civiltà». Allio lancia poi l'allarme in vista del 4 novembre: «Il ricordo dei 90 anni dalla fine della prima guerra mondiale corre il rischio di essere celebrato col monumento in pieno trasloco». Carletto non replica, «non condividendo la scelta di trasformare quella lettera in un volantino». Il gruppo alpini, col nuovo capogruppo Massimo Fedele, è lapidario: «L'associazione è apolitica e apartitica, quindi non entra nel merito di scelte che hanno a che fare con l'amministrazione, fatta salva l'autonomia personale dei 240 soci». Stesso concetto ribadito in due lettere inviate al sindaco e a Maristella Pontalto. «Sono erroneamente stata indicata come coordinatore del Comitato contro lo spostamento del monumento, mentre il comitato esiste per proporre un referendum», dice. «Il presidente degli alpini sostiene di aver subito pressioni; per quel che mi riguarda, non ne sono mai state fatte a nessuno». Il no allo trasloco viene ribadito infine nelle controdeduzioni alle SOPRINTENDENZE dove se ne difende la posizione in quanto «elemento centrale e fulcro sia dell'ambiente che del comune sentire». P.D.C.
Monumento ai caduti: è polemica
Il generale alpino Davide Allio ha scritto una lettera al sindaco difendendo la posizione del monumento ai caduti, che è destinato a essere trasferito. Allio lancia allarme per il 4 novembre, il giorno del ricordo della fine della prima guerra mondiale, che potrebbe essere celebrato con il monumento in pieno trasloco. Il gruppo alpini non si è espresso in merito, affermando di essere apolitica e apartitica. Il presidente degli alpini sostiene di aver subito pressioni per difendere la posizione del monumento. Il no allo spostamento del monumento è stato ribadito nelle controdeduzioni alle SOPRINTENDENZE.
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