Si chiama "Doni per i principi doni per gli dei nell'Etruria Antica" la mostra che esporrà oggetti di bronzo, ritrovamenti e piccoli capolavori del territorio al Museo archeologico di Villa Guerrazzi. Aprirà i battenti sabato alle 17,30, proponendo un pezzo da novanta come il celebre capro di Bibbona, e la ricostruzione della tholos orientalizzante di Casale completa di corredo, il cui originale fu trasportato dalla Poggiarella al Museo di Firenze agli inizi del secolo scorso. L'esposizione è stata presentata dai sindaci Paolo Pacini e Fiorella Marini, dall'assessore Massimo Marini, con la funzionaria Beatrice Gori e la curatrice Annamaria Esposito. Sono circa 25 pezzi del VI secolo a.C. che per la loro importanza nella ricostruzione della storia locale completano il percorso del museo. I Comuni di Cecina e di Bibbona, dal cui territorio proviene il capro e i bronzetti della stipe in mostra, si fanno promotori dell'iniziativa col coordinamento scientifico della Soprintendenza archeologica. Grazie alla sinergia con altri Comuni infatti l'archeologico della Cinquantina diventa un museo del comprensorio, come hanno sottolineato Marini e Pacini, che vedono riuniti nello stesso complesso reperti dei rispettivi territori in una delle esposizioni temporanee degli ultimi dieci anni. «Abbiamo cominciato nel 1999 con i Principi Guerrieri, proseguito nel 2001 con la Necropoli riscoperta, il Museo del territorio, la Scrittura etrusca e la Tomba del Tridente - ricorda Marini - ora proseguiamo il percorso in collaborazione con Bibbona, a cui sono legate le nostre origini. Vorremmo che questa mostra fosse visitata da appassionati ma anche dai turisti, per offrire loro la possibilità di approfondire la conoscenza del territorio, renderli un po' meno passeggeri e un po' più viaggiatori alla scoperta della nostra cultura». Il titolo della mostra "Doni per i principi doni per gli dei" allude alle due tipologie di destinatari cui appartengono i reperti, come spiega l'archeologa Esposito: «I doni per i principi sono quelli che compongono il corredo della tholos di Casale, che venivano offerti a questi defunti, discendenti dei principi della necropoli di Casa Nocera, per accompagnarli nel viaggio nell'aldilà. I doni per gli dei sono invece quelli della stipe di Bibbona, una decina di bronzetti di offerenti, quattro maschili e quattro femminili oltre al celebre capro bronzeo, che era l'ansa eccezionale di un grosso vaso, ritrovati in un deposito che le indicazioni antiche collocano sotto il castello di Bibbona. Vicino non è stata trovato alcun resto di struttura templare, quindi si sarà trattato di un santuario rurale, forse senza un edificio apposito ma collocato presso un albero o una fonte». Info 0586680145, www.comune.cecina.li.it Federica Lessi