Saranno solo sei gli esperti italiani ammessi a frequentare il seminario internazionale che, dal 13 al 24 ottobre, vedrà riuniti a Ercolano ricercatori e specialisti nel settore della gestione dei beni culturali provenienti da Albania, Australia, Benin, Bosnia-Herzegovina, Brasile, Cambogia, Canada, Filippine, Giordania, India, Libano, Messico, Regno Unito, Siria, Sri Lanka, Tailandia e Zimbabwe. Il corso nasce da una collaborazione tra il Centro internazionale per gli studi di Herculaneum (Centro Studi) e l'Iccrom (Centro Internazionale di Studi per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali) con il fine di esplorare e migliorare le pratiche di gestione dei siti culturali, attraverso scambi di esperienze tra professionisti di tutto il mondo. I lavori saranno ospitati dal Centro Studi, presso Villa Campolieto a Ercolano e sul sito archeologico, e coinvolgerà specialisti provenienti dai programmi internazionali di Iccrom, dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dall'Herculaneum Conservation Project e dal settore pubblico e privato, sia a livello locale sia nazionale. Tra gli obiettivi da raggiungere, oltre a quello di consentire ai professionisti di potersi confrontare sulle pratiche di gestione dei siti archeologici nelle diverse parti del mondo, sulle realtà gestionali molto diverse ma con numerosi aspetti in comune, particolare valenza assume la valutazione dell'impatto che differenti approcci manageriali possono avere sulla conservazione e la gestione del patrimonio culturale, in generale. «L'Iccrom - spiega Christian Biggi, manager del nuovo Centro Studi dal settembre scorso - ha avviato diversi programmi di salvaguardia del patrimonio culturale in tutto il mondo. Questa è la prima iniziativa in assoluto che porta i rappresentanti, oltre al personale di questi programmi, a riunirsi insieme nello stesso luogo per affrontare alcuni dei problemi fondamentali della gestione dei siti. Tra essi, c'è quello di garantire loro un futuro nel lungo termine, in condizioni avverse e nel contesto di una città moderna».