Architetti comaschi divisi sull'idea di spostare il capolinea delle Ferrovie Nord all'altezza del Teatro Sociale, lanciata dal sindaco Stefano Bruni. A margine di un incontro con alcuni studenti americani, il primo cittadino aveva spiegato: «Sono convinto che la scelta migliore sia uno spostamento della stazione all'altezza del Teatro Sociale, le Nord sono pronte a discuterne e credo che, con la prospettiva dell'Expo, ci siano ampi margini per concretizzare questa idea. Con l'eliminazione dell'ultimo tratto di binari, andremo poi a ripensare l'intera area che dal Sociale arriva fino al lago». ILFRONTE DELSÌ... La soluzione non dispiace a Fulvio Capsoni: «L'area compresa tra il Sociale, la Casa del Fascio e il lago è una delle più importanti della città, da un punto di vista urbanistico. L'arretramento del capolinea ha una sua logica, perché andrebbe a liberare dai binari un'area che potrebbe essere poi ridisegnata. Mantenere la stazione in città ha un senso se diventa uno snodo da cui far partire una linea di metro leggero circolare o di tram con cavi interrati». Anche Michele Pierpaoli condivide la posizione di Bruni: «La linea ferrata oggi è motivo di forte discontinuità - dice - Dal punto di vista urbanistico è una frattura che sarebbe auspicabile eliminare, per creare continuità tra Palazzo Terragni e il teatro. Liberato quel sedime, si potrebbe ridisegnare la zona, pensando magari a un ampio viale. Una soluzione potrebbe essere l'interramento dell'ultimo tratto di linea ferroviaria, perché consentirebbe ai treni di giungere comunque fino al lago e di mantenere il punto di interscambio fra treno, bus, battello e funicolare». .... E QUELLO DELNO Molto diversa l'opinione di Darko Pandakovic: «La ferrovia che passa in mezzo alla città non mi sembra un problema, i binari fino al lago possono anzi rappresentare un elemento caratteristico, un valore aggiunto. Valorizziamo piuttosto la linea ferroviaria, magari rimodernando le carrozze. Oggi nella zona di Sant'Agostino abbiamo treno, autobus, battello e funicolare, sarebbe assurdo non far arrivare più i convogli in un punto nevralgico come questo. Di recente, inoltre, è stata ristrutturata la stazione delle autolinee: si sono spesi dei soldi e poi si pensa di far fermare i treni all'altezza del Sociale?» Cesare Coerezza rincara la dose: «Nessuna città di medie dimensioni può vantare un punto di interscambio tra vari mezzi come quello che abbiamo a Sant'Agostino. E vorremmo privarcene? Andremmo nella direzione opposta a quella imboccata dal resto del mondo, sarebbe un gravissimo errore. La soluzione potrebbe essere l'inserimento di un mezzo più leggero sulla stessa linea utilizzata dai treni. In Europa questa combinazione è già stata sperimentata con successo. Il nuovo mezzo potrebbe raggiungere anche la stazione San Giovanni».
COMO - Stazione al Sociale? Architetti divisi
Il sindaco di Como, Stefano Bruni, ha lanciato l'idea di spostare il capolinea delle Ferrovie Nord all'altezza del Teatro Sociale. L'idea è stata accolta da alcuni architetti, come Fulvio Capsoni, che considera la soluzione logica per liberare un'area importante della città. Altri, come Darko Pandakovic, sostengono che la ferrovia sia un elemento caratteristico e che non dovrebbe essere spostata. Cesare Coerezza, invece, rincara la dose, sostenendo che la soluzione potrebbe essere l'inserimento di un mezzo più leggero sulla stessa linea utilizzata dai treni. L'idea di spostare il capolinea è stata anche discusse con studenti americani.
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