Il consiglio di amministrazione di Bernabé si riunirà il 7 gennaio prossimo Il totonomi Candidati, Alberoni o Fontana al cda e al cinema Rondi e Pontecorvo Il decreto Urbani sulla Biennale di Venezia, dopo le modifiche apportate al testo dalla commissione cultura della camera - è stato approvato ieri da parte del consiglio dei ministri. Il cda uscente - presieduto da Franco Bernabé e «sfiduciato» attraverso poche righe in un telegramma di Urbani - dovrebbe riunirsi il 7 gennaio. Secondo alcuni consiglieri - Riva, Restucci e il sindaco Costa - in quella sede si potrebbe chiedere al direttore della Mostra del cinema Moritz De Hadeln di rimanere alla guida del settore in attesa del nuovo consiglio di amministrazione, per evitare interruzioni e periodi di stallo nei preparativi del festival. Ma è molto più probabile che il nome di Moritz de Hadeln risulti ormai archiviato e che al suo posto giunga un direttore non nuovo alla carica e con un occhio di riguardo per il cinema americano (o meglio, ai suoi incassi). Dopo Giuliano Montaldo (che avrebbe detto di no), la grande «trovata» di Urbani potrebbe essere un ripescaggio di Rondi o Pontecorvo. E il presidente Franco Bernabé? Potrebbe essere riconfermato, magari affiancato da qualche altro nome più «amico» del governo. «Una fondazione - ha detto de Hadeln - ha bisogno di soldi, la Biennale non ha fondi propri. Dunque un industriale come Bernabé, un manager, è uno degli uomini migliori che Qualora non lo fosse, il totonomi per le nomine al cda impazzano e tra i candidati spunta un «ubiquo» Francesco Alberoni: chi meglio di lui potrebbe tenere dentro gli «affari» la Rai e Cinecittà Holding? Un altro nome nella «rosa dei preferiti» è quello del soprintendente alla Scala Carlo Fontana. Giulietti, portavoce di Art. 21 ha molto da dire sull'eventuale Alberoni presidente del cda della Biennale: «Ne ignoro i motivi. E penso che simili scelte confermerebbero soltanto il sospetto che si voglia procedere alla creazione di un polo unico della televisione e del cinema». E mentre il presidente della regioneGalan auspica al timone della nuova Fondazione una «personalità veneta», la deputata verde Luana Zanella denuncia «l'operazione di smantellamento dell'autonomia e del prestigio della Biennale», a partire dalla defenestrazione di Bernabé, peraltro insediato da Urbani stesso ai vertici dell'ente al posto di Baratta. E definisce una «polpetta avvelenata» il decreto di riforma. In più, «le oscure manovre del ministro mettono a rischio la programmazione della Biennale 2004».