Cultura in condominio. La Biblioteca Nazionale perde cinque sale: a chiedere la "cessione" è la nuova Soprintendenza per i beni storico artistici ed etnoantropologici di Avellino e Benevento che avrà sede a Napoli. Le stanze "per gli ospiti" chieste dal Direttore per i Beni culturali e paesaggistici della Campania al direttore della biblioteca Mauro Giancaspro sono quelle dellala di fronte a piazza Plebiscito. Un condominio con straordinaria vista sulla città che non sta bene alla Nazionale per tutta una serie di motivi. Chi ha tanti libri sa bene che lo spazio è oro e non basta mai. La terza istituzione in Italia che custodisce i libri preziosi della città, così, perderebbe spazio invece di acquisirlo, con tutto quel che ne consegue. I primi a sacrificarsi sarebbero gli impiegati, costretti da questo trasloco in due invece che nelle quattro stanze in cui lavorano attualmente con tutte le loro attrezzature ed archivi. Condividere gli spazi quando non si è "uguali", comporta vari problemi: lingresso sarebbe comune per uffici con esigenze diverse, la sicurezza farebbe suonare allarmi legati a orari diversi. Come in ogni condominio che si rispetti, poi, le forniture elettriche e lacqua dovrebbero essere divise forse in millesimi, visto che lamministrazione non è la stessa. Locali che vanno, locali che vengono. In parte questi a cui oggi la Biblioteca dovrebbe dire addio furono lasciati nel 1995 dallallora Consiglio regionale. Quella cessione fu molto caldeggiata: la Vittorio Emanuele aveva bisogno di nuovi spazi e a chiederli furono anche lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici e quello per gli Studi Storici. Quella volta andò bene, per esempio per le nuove acquisizioni. La Nazionale è piena di tesori ma la legge dice che deve anche ospitare copia di ogni libro che viene edito, cosa che di questi tempi in cui si stampa di tutto si può immaginare che cosa comporti. Negli ultimi anni lattività che ha aperto allesterno lantica istituzione ha visto protagonista la presentazione di libri a tutto campo: gli incontri con lautore della serie "Lezioni dautore in biblioteca" si sono tenuti sempre nella grande Sala Pino Amato. Una di quelle che è stata richiesta per ospitare i nuovi uffici del ministero dei Beni culturali delle provincie. Problemi sorgerebbero anche per eventuali cambi di "residenza" dei volumi che possono prospettarsi. Tra i libri più gettonati a Napoli, da parte dei visitatori di Palazzo Reale, ci sono quelli della collezione Brancacciana che dal 1690 rimase a lungo la vera biblioteca della città, anche dopo lapertura della Real Biblioteca. Una parte di questi libri è inscatolata da tempo e attende una destinazione. La Nazionale attendeva locali al piano terra promessi a mai concessi; sempre al piano terra sono in corso lavori di ristrutturazione e bonifica quindi sono inutilizzabili. E ora, dicono negli uffici, i libri della Brancacciana potevano essere destinati proprio a queste sale. Costituita a Roma nella prima metà del XVII secolo dal cardinale Francesco Maria Brancaccio e portata a Napoli per sua volontà, la Brancacciana raccoglieva circa 20 mila, diventati poi 90 mila volumi, molti dei quali sulla storia di Napoli e del Regno. Nel 22 è stata incorporata alla Biblioteca Nazionale. Quando il Consiglio regionale lasciò luso di quelle sale ai preziosi volumi, la monumentale Sala Croce potè essere liberata dagli uffici e fu ricavata una mediateca, mentre le cosiddette Sale Pompeiane poterono essere restaurate. Una "decongestione" non da poco per il colosso-biblioteca, che, privata degli spazi necessari, potrebbe decidere di ricorrere a depositi esterni, come già qualcuno fa in altre sedi dItalia. Un vero spreco, per una istituzione che, comunque, occupa uno dei monumenti più spaziosi della città.
NAPOLI - Mini-sfratto a Palazzo Reale. Il direttore Beni culturali chiede locali alla Biblioteca Nazionale. Cinque sale vanno cedute alla Soprintendenza di Avellino e Benevento
La Biblioteca Nazionale di Napoli perderà cinque sale, che saranno cedute alla Soprintendenza per i beni storico artistici ed etnoantropologici di Avellino e Benevento. Le sale sono state richieste dal Direttore per i Beni culturali e paesaggistici della Campania, che ha chiesto la "cessione" per ospitare i nuovi uffici del ministero dei Beni culturali delle provincie. La biblioteca perderà spazio e dovrà condividere gli spazi con gli impiegati, che saranno costretti a trasferirsi in due stanze invece che nelle quattro attualmente. La cessione delle sale è stata richiesta anche per ospitare i libri della collezione Brancacciana, che attendono una destinazione.
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