n un generale silenzio e nel torpore colpevole di chi dovrebbe controllare e non lo fa, la Penisola Sorrentina, da paesaggio-simbolo delle bellezze italiane, sta pericolosamente assurgendo a caso-studio di come, in un territorio tutelato, sia possibile approvare norme tanto incredibili quanto vessatorie per il paesaggio e remunerative per l' investimento privato, che viene di fatto trasformato nella vera priorità delle azioni amministrative. In pieno accordo con buona parte della burocrazia e della politica regionale, i Comuni sorrentini stanno infatti procedendo ad ambigue varianti ai piani regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation urbanistica. Incapaci di pensare a percorsi di sviluppo nuovi e sostenibili, i Comuni pagano i propri servizi sociali, le manutenzioni, l' illuminazione, le scuole, i lavori pubblici ordinari e soprattutto lo sproporzionato numero di dipendenti a bassa produttività, in "moneta urbanistica": si cerca di fare cassa con gli sbancamenti per i box, con gli oneri di urbanizzazione, con gli introiti dei permessi a costruire. Intanto il nuovo piano regolatore adottato a Sorrento, consente di costruire persino nelle Zone di tutela 1B del Put (il piano paesistico della penisola sorrentina) e la magistratura è già dovuta intervenire per le continue irregolarità riscontrate nei colossali cantieri per garage interrati. A Meta di Sorrento hanno messo mano al piano regolatore. Con una delibera dei primi mesi di quest' anno sì è proceduto ad una variante che riscrive le norme tecniche di attuazione del piano, progettato dall' urbanista Vezio De Lucia, limandole e smussandole nei punti più fastidiosi e trasformando con un arzigogolo lessicale e una giravolta giuridica, la speculazione di pochi privati in "attrezzature di interesse generale". Sono stati cassati, così, indici di fabbricabilità, altezze massime, rapporti di copertura tra costruito e aree libere, eccetera. Il tutto in un grande preludio alla realizzazione di sterminati parcheggi interrati, negozi, bar, chioschi e via costruendo, per garantire «il sostegno economico all' iniziativa privata», concludendo con l' incredibile affermazione che queste costruzioni «sono consentite in tutto il territorio comunale». Infine, in un eccesso di protervia, al comma 7 dell' articolo 24 delle nuove norme, si stabilisce che "nell' ambito della pianificazione esecutiva potranno essere individuati ulteriori spazi ad integrazione delle quantità reperite in sede di pianificazione generale, senza che ciò costituisca variante al piano regolatore". L' ultima parola, comunque, tocca alla Provincia di Napoli, il mese prossimo. A Vico Equense, la città del "mostro" urbanistico di Alimuri, si è inventato il garage pertinenziale in riva al mare. Dopo aver fatto costruire da un' impresa privata le solite centinaia di box auto al di sotto di una grande piazza nel centro cittadino, il comune ha organizzato un sorteggio per la vendita dei box pertinenziali a prezzo calmierato. La norma sulla pertinenzialità prevede che ogni acquirente dovrà apporre un vincolo pertinenziale, appunto, con l' abitazione di proprietà. La ratio della norma è quella di fornire un posto auto alle abitazioni che ne sono sprovviste e, sempre secondo questa ratio, tutti i comuni stabiliscono una distanza ragionevole tra il box e l' abitazione, mediamente 500 metri. Ebbene il Comune di Vico Equense ha dilatato questa distanza a tutto il territorio comunale (tra i più estesi della Campania). Decine di fortunati residenti sul Monte Faito la settimana scorsa si sono visti assegnare il loro garage pertinenziale a molti chilometri da casa, ma a poche centinaia di metri dal mare, mentre chi abita nella piazza dove sono stati costruiti i box non ha goduto di nessuna priorità e continuerà a mettere l' auto per strada. Un criterio assurdo e comico, che consente il massimo agio e potere contrattuale all' imprenditore privato e ai politicanti in cerca di consenso spicciolo e che sta per essere adottato per decine di parcheggi interrati in approvazione al Comune. A fronte di queste enormità, la Regione, nonostante il nuovo codice Urbani-Rutelli imponesse la formazione delle commissioni per il paesaggio, ha preferito glissare con uno scarno comunicato apparso pochi giorni fa sul suo sito internet, in cui si precisa che «la competenza all' esercizio delle funzioni amministrative attive, volte al rilascio delle autorizzazioni ed all' irrogazione delle sanzioni in materia paesaggistica, resta ancora in capo ai Comuni», almeno fino al prossimo anno. O al prossimo comunicato.
la Repubblica
10 Maggio 2008
L' urbanistica violata in penisola sorrentina
GI
Giuseppe Guida
la Repubblica
La Penisola Sorrentina, un territorio tutelato, sta subendo una serie di norme vessatorie per il paesaggio e remunerative per l'investimento privato. I Comuni sorrentini stanno procedendo ad ambigue varianti ai piani regolatori e ad approntare decine di altri strumenti di deregulation urbanistica. Il nuovo piano regolatore adottato a Sorrento consente di costruire persino nelle Zone di tutela 1B del Put e la magistratura è già dovuta intervenire per le continue irregolarità riscontrate nei colossali cantieri per garage interrati.
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