Egregio signor Travaglio, siamo un gruppo di impiegatie comunali. Abbiamo letto su vari quotidiani le dichiarazioni del direttore generale del Comune, Cesare Vaciago. Prima ha parlato di 1.000-1.200 "fannulloni". Poi ci ha mandato una nota in cui ci ha detto, con un linguaggio "managerese", di essere stato strumentalizzato, che lui non ha mai parlato di "fannulloni", ma di «possibili segmenti recuperabili a ridotta produttività». Ma il più è stato fatto. Invece di sputare sentenze, il signor Vaciago è andato a far la coda negli uffici dell' anagrafe per constatare chi lavora? Visto che hanno nome e cognome dei dipendenti che approfittano della malattia, hanno solo da fare i controlli relativi. Siamo indignati nel sentir parlare solo delle persone che non lavorano. E le altre che lavorano? Svolgono il proprio lavoro affinché la macchina comunale possa andare avanti. Se il Comune riesce ad ottenere la certificazione Iso 9001, è grazie soprattutto al lavoro dei «non fannulloni» di cui nessuno parla mai. Un gruppo di dipendenti comunali Torino Cari amici, una delle mode più in voga nella nostra classe politica è il giochino di lanciare la pietra e nascondere la mano. Tirano il ballon d' essai, per vedere l' effetto che fa. Poi, al momento giusto, dicono di essere stati fraintesi, strumentalizzati, estrapolati dal contesto e così via. Intanto il veleno, se di veleno si tratta, è stato inoculato ed è entrato in circolazione. Io naturalmente non so se effettivamente nell' amministrazione comunale di Torino si annidino un migliaio di nullafacenti o, per dirla con la sua soave espressione da Accademia della Crusca, «possibili segmenti recuperabili a ridotta produttività». Poniamo che così fosse: bisognerebbe anzitutto licenziare il cosiddetto «city manager», che è lì dalla notte dei tempi, a dispetto degli scandali che l' hanno anche personalmente coinvolto. Che razza di manager sarebbe colui che per anni e anni non riesce a far lavorare i dipendenti della sua amministrazione, o una gran parte di essi? Gli uffici pubblici sono spesso latrine fatiscenti, dove anche chi vuole lavorare è costretto a farlo in condizioni disumane. Poi ci sono quelli che poltriscono, o si assentano per giorni, settimane, mesi con falsi certificati di malattia rilasciati da medici compiacenti. La vera tragedia è che lo scarso rendimento di alcuni settori della pubblica amministrazione è un problema serio, serissimo. Ma troppo serio per lasciarlo gestire dai nostri pubblici amministratori. In Parlamento come negli enti locali ci sono tassi di assenteismo da brivido: come possono gli eletti dal popolo incoraggiare i dipendenti a lavorare di più, quando nei propri ranghi le sacche di "fancazzismo" sono così elevate? Chi dà il buon esempio? Un caso su tutti: Vittorio Sgarbi è stato definitivamente condannato per truffa allo Stato perché, nei tre anni in cui era dipendente della Soprintendenza di ai Beni culturali di Venezia, si presentò sul posto di lavoro (si fa per dire) tre giorni su un migliaio. Da allora ha fatto il sottosegretario, ovviamente ai Beni Culturali. L' assessore comunale, ovviamente alla Cultura. E ora il consulente del neosindaco di Roma. E questa gente vuol fare la guerra ai fannulloni? Ma mi faccia il piacere.