Un parco per far rivivere Quarto Oggiaro. Quasi 50mila metri quadrati di verde, ma anche un asilo, chiesto dagli abitanti del quartiere, e una caserma dei carabinieri. Il tutto in cambio del permesso concesso a un gruppo privato di costruire un ampio polo abitativo. «Un modello - lo definisce l' assessore all' Urbanistica Carlo Masseroli - di quella che sarà la città pubblica che vogliamo. D' ora in avanti ogni intervento urbanistico dovrà avere tre componenti essenziali: infrastrutture, servizi e verde». L' area è quella tra le vie Eritrea, De Pisis, Castellammare e Porretta: oltre 98mila metri quadrati abbandonati. «Tanto che - spiega Masseroli - non a caso fu lì che i rom sgomberati da via Bovisasca provarono a rifugiarsi in un primo tempo». Oggi si vedono svettare sei torri di case già costruite. E altri palazzi arriveranno. Perché il nuovo piano approvato dalla giunta prevede un accordo con EuroMilano - che lì vicino, a Certosa, ha realizzato un altro grosso intervento residenziale - : i privati avranno la possibilità di costruire 27mila metri quadrati di nuove abitazioni (la metà sarà a prezzi di edilizia agevolata), negozi, 2mila metri quadrati di parcheggi pubblici. In cambio, però, dovranno realizzare verde per Quarto Oggiaro allargando quello che oggi è il parco Certosa, un asilo, una caserma dei carabinieri. «Tutte opere che avremmo dovuto realizzare con i fondi pubblici, ma chissà quando». Invece, adesso, Masseroli assicura che i tempi saranno brevi: dopo il passaggio in consiglio comunale i cantieri potranno partire e dureranno tre anni. «Ma questo è solo un altro tassello della Milano del futuro», dice l' assessore. E mostra una mappa con gli interventi che partiranno: «Da Garibaldi Repubblica fino alla rivalutazione dello scalo Farini, dal Polo tecnologico della Bovisa a quest' area, che è subito a ridosso. E naturalmente, proseguendo verso Nord, il nuovo polo ospedaliero, l' area dell' Expo e il Polo fieristico di Rho-Pero». Rinviata alla prossima settimana, invece, la discussione in giunta della variante urbanistica di Citylife. «Ma solo per motivi tecnici - assicura l' assessore - gli uffici hanno chiesto tempo per esaminare il documento che era arrivato il giorno prima».