Acerra, «luogo simbolo della crisi rifiuti in Campania», riparte da un nuovo piano urbanistico. Nel quale non si dà alcuno spazio al termovalorizzatore che ancora non è stato completato. «Secondo la legge il piano urbanistico viene deciso dal Comune - spiega l' assessore Giovanni La Montagna - e noi ribadiamo la volontà di non volere ospitare l' impianto che brucia i rifiuti». Per adesso si comincia da un' ipotesi, da un documento preliminare elaborato dallo studio degli architetti Leonardo, Alessandro e Luigi Benevolo. Secondo questa ipotesi, tanto la città antica che le periferie verranno riqualificate, spazi pubblici e infrastrutture si diffonderanno sul tessuto urbano, un boulevard con i tram occuperà l' area dell' attuale parco ferroviario. Ma l' attenzione non sarà puntata soltanto sul centro della cittadina: le antiche masserie verranno recuperate e messe in rete e lo stesso paesaggio rurale verrà sottoposto a un robusto ed evidente restyling. Sarà tracciata una connessione diretta con la futura stazione della Tav di Afragola e verrà creato un sistema di parchi.