Laura Olivetti, figlia di Adriano, è dal ' 97 presidente della Fondazione Olivetti, istituita nel ' 62 con i capitali della famiglia. Dall' anno scorso ha aperto, dopo Roma, una sede a Ivrea. C' era anche lei ieri alla presentazione e alla vernice della mostra alla Promotrice. «Sono emozionata - ha detto - gli oggetti li conoscevo, ma sono esposti con un garbo e un senso del bello molto olivettiani, senza enfasi e con quell' armonia che è stata il filo conduttore dell' azienda per un secolo». Laura Olivetti, quali progetti avete per il centenario? «A parte il fatto che si prosegue con l' attività di ricerca in campo sociale e urbanistico, i progetti sono principalmente due, entrambi per noi di grande importanza. Intanto con Regione, Provincia di Torino, Comune di Ivrea e Microsoft Italia abbiamo istituito un tavolo dell' innovazione. L' intento è quello di creare un "laboratorio dell' intangibile", legato al patrimonio di valori e conoscenze trasmesso dall' Olivetti, che sia di supporto alle piccole e medie imprese del Canavese. Si è partiti da un censimento delle aziende sul territorio, che è stato finanziato dalla Compagnia di San Paolo». E l' altro progetto? «Riguarda la valorizzazione delle architetture olivettiane, quelle che costituiscono oggi nelle strade della città il cosiddetto Mam, Museo a cielo aperto dell' Architettura Moderna. C' è un accordo con il Comune di Ivrea e con il Ministero per i Beni culturali, si è costituito un apposito comitato con il compito di salvaguardare un patrimonio ritenuto molto importante. La speranza, o forse il sogno, è di potere un giorno inserire queste architetture nel Patrimonio mondiale dell' Unesco. Noi per scelta lavoriamo in sordina, ma tendiamo, e questi due progetti lo dimostrano, a perseguire risultati concreti e stabili». (ma.pa.)