E' morto ieri mattina nella sua casa di Pietrasanta, dove viveva insieme alla moglie, Cordelia Von Steinen, anche lei scultrice. Una morte annunciata, quella di Pietro Cascella, anche se causata alla fine da un rapido peggioramento: da alcuni mesi l'artista era malato e aveva lasciato l'abitazione nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa. La camera ardente è allestita nel Chiostro di Sant'Agostino, "santuario" degli scultori e delle loro mostre: il Chiostro è stato subito messo a disposizione dal sindaco di Pietrasanta Mallegni, molto legato all'artista. I funerali si svolgeranno domani alle 15 nel Duomo. Oltre al cordoglio anche personale di Mallegni, Cascella è stato ricordato con parole commosse anche da Loris Rossetti, sindaco di Fivizzano, dove lo scultore aveva mantenuto la sua residenza. Rossetti ha ricordato che Cascella ha realizzato la sua ultima opera proprio lì: è la Piazza dei Parchi, una fontana che simboleggia la confluenza dei tre parchi, quello regionale delle Apuane e quelli nazionali dell'Appennino e delle Cinque Terre. La fontana, non ancora finita, è posizionata nella frazione di Rometta, proprio all'ingresso di Fivizzano. Pittore, scultore, erede di una dinastia di artisti, Pietro Cascella, la cui scomparsa è stata annunciata con parole accorate dal neo-ministro dei Beni culturali Bondi, si è distinto per la monumentalità delle sue opere, spesso improntate a una profonda sensibilità civile: dal Monumento ad Auschwitz all'Arco della Pace di Tel Aviv, dall'Omaggio all'Europa di Strasburgo a quello alla Resistenza a Massa. Nato a Pescara il 2 febbraio 1921, Cascella si avvicinò alla pittura fin da giovanissimo seguendo il padre Tommaso e il fratello Andrea. Per approfondire le sue conoscenze, nel 1938 si trasferì a Roma, dove si iscrisse all'Accademia per seguire i corsi di Ferruccio Ferrazzi. Poco più che ventenne partecipò, nel 1943, alla Quadriennale di Roma e nel 1948 fu invitato alla prima Biennale di Venezia del periodo post-bellico. Erano gli anni in cui, insieme ad Andrea, lavorava in una fornace per la ceramica e con questo materiale realizzò le prime opere di grande formato. Ancora alla Biennale nel 1956, Pietro andò progressivamente maturando il suo distacco dalla pittura. Nel 1958, anno di svolta, concepì insieme al fratello e all'architetto Julio Lafuente il progetto per il Monumento di Auschwitz, che sarà realizzato nove anni dopo su un nuovo disegno interamente ideato da Pietro (e con il progetto dell'architetto Giorgio Simoncini). Intanto l'incontro a Roma con l'artista cileno Sebastian Matta lo portò a elaborare quadri-scultura dalle tematiche surreali, che comunque precisarono e approfondirono la sua ricerca già orientata verso la pietra e il marmo. Le sue sculture si presentano infatti solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista ed elementi di purismo geometrico. Il carattere monumentale, presente anche nelle opere di piccole dimensioni, traduce il senso di potenza ed energia, che si richiama alla grande tradizione arcaica dell'arte, sulla quale si innesta una fantasia tutta moderna. L'uso della pietra, che Cascella definisce «l'ossatura della terra», rappresenta il recupero dell'antica naturalità e integrità dell'uomo, sintesi plastica di volumi articolati che, richiamando forme archetipe, collocando l'artista in una linea ideale della scultura europea da Brancusi a Lipchitz. Protagonista di molte mostre importanti in Italia e all'estero, Cascella realizzò negli anni '70 opere di grande importanza, come l'Arco della Pace di Tel Aviv,, l'Omaggio all'Europa a Strasburgo, il Monumento a Mazzini a Strasburgo, Bella Ciao a Massa. Tra le sculture monumentali degli anni '80 vi sono invece Cento Anni di lavoro allo stabilimento Barilla a Parma, la Nave per la città natale di Pescara e la piazza di Milano Tre. Nel decennio successivo altre grandi opere come l'Agorà all'Università di Chieti, il Monumento della Via Emilia a Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, l'Ara del Sole a Ingurtosu in Sardegna, il Teatro della Germinazione nel Parco Nazionale d'Abruzzo e la Volta Celeste ad Arcore, il mausoleo commissionato all'artista da Silvio Berlusconi nella propria villa.