23122003 LA RIFORMA DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI È LEGGE APPROVATO IN VIA DEFINITIVA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DECRETO LEGISLATIVO PREMESSA Nel luglio 2002 il Parlamento, con la legge n. 137, delegava il Governo ad apportare modifiche o correzioni ai decreti legislativi per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche già emanati ai sensi della legge n. 59 del 1997. Su questa base il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, ha presentato il 19 settembre al Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo che riforma l'organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Oggi, a tre mesi esatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il testo dopo il vaglio della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni Cultura di Camera e Senato. COSA CAMBIA Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali verrà strutturato in quattro dipartimenti, da cui dipenderanno le Direzioni Generali, abolendo il Segretariato Generale: 1. Un Dipartimento per la tutela del Bel Paese. Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici, "per rafforzare il concetto - secondo le parole del Ministro Urbani - che la tutela di questi differenti tesori che formano il Bel Paese è un tutt'unico indivisibile. Da questo dipartimento dipenderanno le Direzioni Generali per l'Archeologia, per i Beni Artistici e Storici, per l'Architettura e l'Arte Contemporanea e quella per i Beni Architettonici e il Paesaggio. Quest'ultima direzione sancisce la rinnovata attenzione che il Ministero deve porre alla difesa del paesaggio"; 2. Un Dipartimento per gli archivi e le biblioteche, da cui dipenderanno la Direzione Generale per gli Archivi e quella per le Biblioteche e gli Istituti culturali. "In questo modo - afferma il Ministro - la conservazione, la trasmissione e la diffusione del sapere e delle testimonianze scritte del nostro passato avranno l'attenzione che meritano". 3. Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport, da cui dipenderanno le Direzioni Generali per lo Spettacolo dal Vivo e per il Cinema. In questo modo da una parte si formalizza una maggiore attenzione al settore musicale, dall'altra parte vengono istituzionalizzate le competenze del Ministero in materia di vigilanza sullo sport. Come afferma il Ministro Urbani "Per uno sport più corretto (compiti di vigilanza) e veramente per tutti (diffusione della pratica sportiva)"; 4. Un Dipartimento per una gestione più moderna. Dipartimento per la Ricerca e Innovazione. "Questo - ha commentato il Ministro - è il cuore della riforma. Tale dipartimento, che verrà suddiviso in Risorse Umane e Formazione, Innovazione Tecnologica e Promozione, è la chiave di volta per modernizzare un'amministrazione di grande tradizione e qualità specialistica, che però deve essere sempre più efficiente e sempre più attenta ai bisogni dei cittadini. A questo dipartimento faranno capo anche gli istituti centrali che si occupano della ricerca (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Istituto Centrale per il Restauro, Opificio delle Pietre Dure, Istituto per la Patologia del Libro) per coordinare ed ottimizzare le grandi eccellenze che l'Italia ha raggiunto in questi settori e per metterle al servizio del sistema Paese. All'interno di questo dipartimento - ha ricordato il Ministro - verrà creato un Ufficio Servizi che avrà il compito di stimolare anche tutti gli aspetti della promozione dei nostri beni culturali, del rapporto con il pubblico e del miglioramento dei servizi di accoglienza museale, in una parola dalla promozione al merchandising. Infine - ha aggiunto il Ministro - la Direzione Risorse Umane darà grande impulso alle politiche di formazione del personale, finora piuttosto trascurate anche perché attualmente la gestione del personale è frammentata fra le varie direzioni". Altri punti qualificanti della riforma sono: A. Le nuove figure dei Soprintendenti Regionali, a cui finalmente sono conferiti effettivi poteri di coordinamento e gestione, superando così la situazione di incertezza sulle loro funzioni generata dalla precedente riforma. B. Grande attenzione, in un'ottica liberale dei rapporti tra lo Stato e gli individui, è stata posta nei rapporti fra l'amministrazione e i cittadini. Verranno gradualmente istituiti degli uffici provinciali che consentiranno la presenza di almeno uno sportello dei Beni Culturali in ogni provincia, in modo da agevolare i cittadini. C. A maggiore garanzia per i cittadini, e per la garanzia di una tutela che sia frutto di competenze specialistiche diverse, la competenza regolativa sui vincoli viene affidata ad organi collegiali, composti dai diversi Soprintendenti competenti nel territorio. Il conferimento dei nuovi incarichi sarà effettuato dopo la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. "Sono particolarmente orgoglioso - ha dichiarato il Ministro Urbani - perché con questa riforma si introduce un vero e proprio motore di ricerca per il futuro, che sarà in grado di modernizzare tutto il settore dei Beni Culturali. Inoltre la riforma è stata pensata per rafforzare la presenza sul territorio della nostra Amministrazione, sia per rispondere alle sempre maggiori sfide imposte da una moderna visione della tutela, sia per rendere più efficiente e trasparente il rapporto fra cittadino e Soprintendenze". I numeri del nuovo MiBAC Il nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali avrà 21.957 dipendenti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Nell'anno 2004 potrà contare su un bilancio di 2.196.711.078 euro ( 3,81 rispetto all'esercizio 2003). Oltre alla sede centrale e alle otto direzioni generali, le strutture periferiche del MiBAC comprendono: 19 Soprintendenze archivistiche, 46 Biblioteche statali, 99 Archivi di stato, l'Archivio centrale dello stato, il Centro foto riproduzione, 35 Sezioni degli archivi di stato, 17 Soprintendenze regionali, 4 Soprintendenze speciali ai poli museali, 2 Soprintendenze archeologiche autonome, 63 Soprintendenze di settore, 4 Istituti e 2 Musei autonomi. Ufficio Stampa MiBAC Tel. 06-67232261