Bloccati i 187 nuovi lotti previsti dalla variante urbanistica L'intesa regionale dice no alle nuove ville nel centro residenziale di Poggio dei Pini. La variante di lottizzazione dovrà essere discussa nel Puc. Inammissibile, dunque bloccata. Per la variante al piano di lottizzazione di Poggio dei Pini, voluto con forza dal Consiglio di amministrazione della coop che governa il centro residenziale e poi accolto lo scorso ottobre dall'Assemblea civica di Capoterra, è arrivato ora lo stop della Regione. Un no deciso scritto a chiare lettere durante la riunione della cosiddetta intesa, l'istituto che consente, durante l'adeguamento dei piani urbanistici comunali al Ptp, di attivare gli interventi coerenti con le disposizioni paesaggistiche. Sta di fatto che l'idea di realizzare a Poggio (e in particolare nelle storiche pinete di Pauili Ara e Sa Birdiera) 189 nuovi lotti per una volumetria pari a un milione e 391 mila metri cubi e una superficie di 244 mila e 786 metri quadri, è stata ritenuta assolutamente inaccettabile. Incoerente, appunto con il Piano territoriale paesaggistico regionale perché le nuove ville, le future abitazioni che avrebbero dovuto portare nella lottizzazione di Capoterra tremila e duecento nuovi residenti rispetto ai duemila attuali, sarebbero spuntate troppo vicino al lago, al rio San Girolamo, in area boscata e sotto le pinete. Insomma, dopo le durissime polemiche venute a galla alla fine dello scorso anno tra i dirigenti della coop e la stragrande parte dei residenti, da subito contrari a una variante di lottizzazione ritenuta in contrasto con lo spirito che aveva animato (e continua a farlo) le scelte di vita dei pionieri e degli attuali poggini, la questione sembra prendere una piega diametralmente opposta a quella pensata, studiata e difesa dal Consiglio di amministrazione guidato dal presidente Giovanni Calvisi. Che aveva più volte puntualizzato lo "spirito ecologista" della variante, capace di rinunciare a 406 mila e 379 metri cubi di cemento rispetto a quelli previsti e dunque edificabili con il vecchio piano di lottizzazione del Settanta. Per il Cda della cooperativa di Poggio dei Pini, inoltre, i lotti e quindi le nuove abitazioni (lo aveva detto esplicitamente il presidente) «non saranno concentrate in un'unica area e di sicuro non in zone di pregio. Incidendo in modo marginale sulle pinete di Sa Birdiera e Pauliara». Per Franco Magi, consigliere dell'opposizione ma anche poggino, «dopo gli errori sostanziali di chi aveva previsto di urbanizzare le pinete, anche la Regione ha certificato l'inammissibilità tecnica della variante poroposta dal Cda della cooperativa. Ciò ha confermato che la nostra risorsa non sono i metri cubi ma il verde che caratterizza il nostro splendido poggio». Insomma, il cemento potrà attendere. "Non rientra tra i casi contemplati dall'articolo 15 del Ppr": così la motivazione ufficiale dell'intesa. Riunione a cui hanno partecipato il direttore generale dell'Urbanistica regionale, Paola Lucia Cannas, il dirigente Giuseppe Biggio, l'assessore comunale Efisio Arrais, l'ingegner Sergio Garau e il tecnico Pina Lai per il Comune di Capoterra. Un incontro in cui è stato confermato quel che a Poggio dei Pini non erano in pochi a dirlo: e cioè che è inverosimile sostenere che siano ancora valide le volumetrie del vecchio piano di lottizzazione del 1970. Non una variante, insomma, ma quella proposta dal Cda sarebbe una vera modifica al piano urbanistico comunale. Perché una aumento così consistente di residenti, tra l'altro in un'unica zona, non può essere approvato dalla Regione.
SARDEGNA - Poggio dei Pini, stop alle nuove ville
La Regione ha bloccato la variante urbanistica per la lottizzazione di Poggio dei Pini, prevista dalla variante L'intesa regionale. La variante, proposta dal Consiglio di amministrazione della coop, prevedeva la realizzazione di 187 nuovi lotti con una volumetria di 1.391.000 metri cubi e una superficie di 244.786 metri quadri. Tuttavia, la Regione ha ritenuto inaccettabile la variante, considerandola incoerente con il Piano territoriale paesaggistico regionale. La motivazione ufficiale è stata che la variante non rientra tra i casi contemplati dall'articolo 15 del Ppr.
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