Via Sgarbi, parte la riqualificazione di Santa Maria delle Grazie. Venerdì prossimo la giunta approverà il progetto duramente contestato dallex assessore alla Cultura. Anche la sovrintendenza, che in un primo momento sembrava voler mettere il vincolo sulla piazza, ha dato il suo via libera. Quindi, a meno sorprese dellultimo minuto si parte. Prima la gara, poi a settembre il cantiere. Un milione e mezzo di lavori. Con un progetto, che a parte alcune modifiche richieste dalla sovrintendenza, è esattamente quello contrastato dallassessore licenziato. «Non la considero una vittoria su Sgarbi -attacca lassessore allArredo Urbano, Maurizio Cadeo ma del nuovo modo di concepire gli interventi nel mio settore: non la semplice manutenzione ma ricerca delle ragioni storiche per ripristinare il sito». Che cosa prevede il progetto? Eliminare i dislivelli presenti nella piazza, riqualificare il sagrato con masselli di granito, ripristinare lacciottolato (la rizzada) sul lato di corso Magenta, eliminare le sedute con le fioriere e sostituirle con una seduta laterale in pietra, rivedere lilluminazione della piazza e inserire un pilomat mobile in via Caradosso. Due le accuse mosse da Sgarbi. La prima: progetto troppo costoso. «E infatti - replica Cadeo - abbiamo modificato il progetto che allinizio era solo un progetto di manutenzione della piazza. Adesso, è qualcosa di molto diverso. Seconda accusa, sul secondo progetto: «Quel pavimento del sagrato diceva Sgarbi - è in armonia con tutto il resto. Perché "riqualificare"? Non serve a niente e a nessuno. I tecnici e chi porta avanti questo progetto non fa altro che una battaglia di principio». «Ma proprio per questo - replica Cadeo siamo passati da un progetto di semplice manutenzione a un vero proprio restauro. Attenti ai valori storici e culturali della piazza. È un progetto lineare e molto pulito». Fatto sta che il nuovo restyling deve aver convinto anche la sovrintendenza. Dalla decisione di apporre un vincolo per salvaguardare «il valore ottocentesco della piazza» si è passati a una lettera in cui si chiedeva di modificare delle parti del progetto. «E noi le abbiamo recepite - conclude Cadeo - anche se cera già un parere della sovrintendenza che ci dava il via libera».