In due anni, esclusi i biglietti di ingresso a palazzo della Marra, il giro daffari legato alle mostre è stimato in almeno un milione Operatori soddisfatti: "Ricadute importanti per leconomia" Chiarello (Apt) avverte: "Adesso la Puglia dovrà fare tesoro di questa esperienza" Centomila visitatori in due anni. Un business, biglietti esclusi, da almeno un milione di euro. Nasce dai numeri e poi dai colori - palazzo della Marra quando è sera e le luci delle tele di De Nittis - quello che i ricercatori di Economia del turismo allUniversità Bocconi chiamano il «piccolo miracolo del turismo pugliese». E che, piano e in silenzio, sta diventando una lezione di cultura del turismo (o di turismo della cultura) per tutta la Puglia. A Barletta nei saloni di uno splendido palazzo barocco appena ristrutturato è nato un museo. Ma attorno è cresciuto un grande business che sta facendo la felicità di ristoratori, baristi, a tratti anche degli albergatori: le tre mostre fin qui organizzate (De Nittis e Tissot, poi Renoir e in questi giorni le opere Petit palais), insieme con la pinacoteca De Nittis, oggi in pianta stabile allultimo piano del palazzo, hanno portato a Barletta centomila persone. Scolaresche, interi pullman di appassionati che arrivano in un centro che fino a qualche mese fa, invece, non aveva mai avuto nulla a che fare con il turismo. E soprattutto con questi grandi numeri. Il ricasco è stato immediato. La maggior parte dei locali del centro storico hanno preso a rimanere aperti anche a pranzo. Altri ne sono stati aperti. «Troppi», dicono i residenti. «E ora - racconta il sindaco, Nicola Maffei - sono gli stessi esercenti a chiedere di rendere palazzo della Marra un contenitore culturale senza interruzioni: lidea di rimanere aperti nei weekend fino alle 23 è sicuramente vincente. E intanto noi ci stiamo già muovendo per portare nuove mostre a Barletta». «Stiamo riuscendo a intercettare fette di clientela che mai e poi mai avremmo potuto avere - spiega Francesco Petruzzelli, titolare del Saint Patrick, il locale più di moda nel centro storico - Persone di mezza età, comitive di italiani e tantissimi stranieri che arrivano in città per la mostra, ma poi girano tra bar e ristoranti». «Brave sono poi state le amministrazioni comunali - continua il presidente provinciale dellApt, lAssociazione provinciale del turismo, Franco Chiarelli - a investire su questi temi». Che cosa significa? «Per avere i turisti non basta soltanto portare bei contenuti, ma servono i contenitori. Il palazzo della Marra sicuramente lo è. E grazie a una ristrutturazione attenta e veloce, Barletta ha ora anche un meraviglioso centro storico, che è curato e pulito e in cui la movida è soltanto uno delle proposte che la città offre». Chiarello non si nasconde: «Il piccolo sistema Barletta è esattamente quello che non è riuscito a fare Bari: in città oggi arrivano migliaia di crocieristi a settimana e non si riesce a offrire loro niente. Noi stiamo facendo tutti gli sforzi possibili, ma serve laiuto dellamministrazione e dei commercianti. Dico ai negozianti baresi di chiedere ai loro colleghi di Barletta per verificare se investire sul turismo culturale paghi o meno in termini culturali». Intanto nella città della Disfida - che però sta facendo business sul suo pittore Giuseppe De Nittis - stanno cercando di capire come non scendere dal treno. «Il castello svevo diventerà presto il nostro polo museale - insiste il sindaco Maffei - ma probabilmente non basterà». Qualche chilometro fuori Barletta cè il sito di Canne della Battaglia, dove le rovine raccontano e ricordano la storica battaglia del 216: Annibale a capo dei cartaginesi sconfisse le truppe romane. «Investendo sul sito, potremmo intercettare un altro tipo di turismo», chiosa il sindaco. Chiarello si spinge oltre: «Barletta ha tutte le possibilità per diventare il centro del nuovo sistema culturale della provincia: insieme con Trani, Caste del Monte e i resti archeologici di Canosa ha tutto per essere venduta dai tour operator italiani e stranieri come il weekend della cultura».
PUGLIA -In centomila a Barletta ecco leffetto De Nittis
In due anni, esclusi i biglietti di ingresso a palazzo della Marra, il giro daffari legato alle mostre è stimato in almeno un milione di euro. Il palazzo della Marra a Barletta ha attirato centomila visitatori e ha generato un business di almeno un milione di euro. Le mostre hanno portato a Barletta centomila persone, tra cui scolaresche e appassionati di arte. Il ricasco è stato immediato, con la maggior parte dei locali del centro storico che hanno preso a rimanere aperti anche a pranzo. Il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, afferma che il palazzo della Marra è un contenitore culturale senza interruzioni e che la città sta cercando di portare nuove mostre.
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