Il grande albergo è chiuso da anni La proprietà: il progetto è pronto Fra i faldoni dei progetti che il nuovo sindaco (e assessore all'urbanistica) si troverà sulla scrivania ne manca uno. Pesante. Quello per il restauro e la riqualificazione dell'hotel Excelsior, chiuso dal 2006 e in mano a una cooperativa di imprenditori pratesi e pistoiesi. Che, in realtà, il progetto l'avrebbero pronto ma ancora non l'hanno presentato in Comune a causa di alcuni "assestamenti" (leggi uscita ed entrata di soci) nella compagine sociale della coop. Una situazione che la "Cooperativa edificatrice Excelsior" spera di sbloccare entro l'estate, per dare il via ai lavori di realizzazione di un quattro stelle da sogno nel gioiello liberty della Passeggiata, con dettegli intriganti che il Tirreno è in grado di anticipare. Il passaggio di mano. Fra 2005 e 2006 il maestoso edificio dei primi del Novecento, restaurato poi da Alfredo Belluomini, venne venduto dai tre enti proprietari (Misericordia, Cottolengo e sacro Cuore) alla cooperativa. Il costo dell'operazione fu di 11 milioni e 300mila euro. Il passaggio avvenne in più fasi: prima, infatti, fu ceduto il terzo del Cottolengo a una cordata pratese che faceva capo a Valente Palandri, titolare del confinante Esplanade. Scomparso Palandri, l'interesse dei pratesi si affievolì e anche questo terzo dell'hotel rientro nella compravendita portata avanti dalla coop. Che, attualmente, ha come presidente il commercialista Rodolfo Fregoli e come consiglieri Anna Cerofolini, Marco Cavallaro, l'industriale del tessile Federico Probo Passini e Francesco Becciani, figlio dell'ex presidente di Assoindustria Pistoia Piero, che faceva parte della cordata-Palandri. Appartamenti o hotel? Il timore (fondato) di molti fu di vedere arrivare nell'hotel una Rta: una residenza turistico-alberghiera composta da mini appartamenti. «Alla fine - spiega Alessandro Bertini, ingegnere pratese che ha cofirmato il progetto e che, fino al 2006, ha fatto parte della coop - i soci, a maggioranza, hanno scelto di realizzare solo un hotel». Perché, se è vero che la legge regionale prevede la possibilità di destinare il 40 a Rta, bisogna anche considerare che questa legge è, nelle parole di Bertini, «ambigua nella sua interpretazione». Giova poi ricordare che il Comune inserì l'Excelsior fra le invarianti strutturali: edifici dei quali non si può modificare né struttura né destinazione d'uso. Il progetto. E allora vediamo qualche particolare di questo progetto, firmato oltre che da Bertini dall'ingegnere viareggino Andrea Biagiotti e dall'architetto lucchese Lorenzo Pieri. Innanzitutto le camere. Saranno 78: 75 doppie e tre singole, tutte di metratura maggiore della media. Ci saranno poi le suite: almeno tre, delle quali due a due livelli e una che si pensa di ricavare al terzo piano, quello sotto la spettacolare cupola. «Ampliaeremo la superficie - prosegue Bertini - con il recupero di alcuni spazi prima dedicati a impianti e servizi». A fianco delle camere ci sarà poi una sala da pranzo da 140 posti, un centro benessere e un "giardino d'inverno". Il tutto, spiega ancora l'ingegnere pratese, «è stato approvato dalla Soprintendenza di Lucca». La quale ha sì rinunciato (come Comune, Provincia e Regione) al suo diritto di prelazione, ma ha comunque posto un vincolo sull'immobile. «In particolare - dice Bertini - oltre alle facciate, l'architetto Glauco Borella (della Soprintendenza, ndr) ha chiesto che venissero salvaguardati aspetti come la boiserie della sala da pranzo, le vetrate e le formelle». Lo stallo. Un percorso non facile ma che - sotto il piano delle autorizzazioni - sembra essere concluso. Lo dice lo stesso presidente Fregoli: «Abbiamo tutti i permessi, compresi quelli di Asl e Vigili del fuoco. È tutto pronto». Il problema è che il progetto è completo ormai da mesi, ma in Comune non è mai arrivato. Il motivo? Fregoli parla di questioni «di carattere tecnico-burocratico». In realtà, ci sono mutamenti in corso all'interno della coop. Che, innanzitutto, presto potrebbe diventare una srl. E poi, alcuni soci stanno trattando per uscire, anche viste le differenze rispetto al progetto iniziale: una su tutte, la destinazione esclusivamente alberghiera. Anche se, come spiega Fregoli «le opzioni sul tappeto sono ancora diverse». La società punta a presentare entro l'estate il progetto, per poi partire in autunno con i lavori, che durerebbero circa due anni. L'interesse di Finedil. Se alcuni soci escono dalla società, altri potrebbero essere interessati a entrare. E fra le voci che si inseguono, ce n'è una insistente, che certo farebbe notizia: un interessamento da parte del vicino di casa per eccellenza, vale a dire il Principe di Piemonte, che poi significa Cesare Lazzarini e Finedil. Più di un anno fa il patron del Principe, in un'intervista al nostro giornale, aveva rivelato che l'acquisizione dell'Excelsior era stata tra i suoi progetti. «È vero - risponde Lazzarini al telefono - ma, in tutta sincerità, oggi questa prospettiva non c'è. Al massimo potremmo valutare una gestione ma, con ogni evidenza, parlarne oggi sarebbe prematuro. Insomma noi da questa vicenda restiamo fuori. Posso solo dire che riportare in vita l'Excelsior nel pieno della sua vocazione di grande hotel è un'operazione impegnativa e coraggiosa che farebbe piacere a Viareggio».
VIAREGGIO. Excelsior, il sonno del gigante
Il grande albergo Excelsior, chiuso da anni, è pronto per la riapertura. La cooperativa Excelsior, che ne è proprietaria, ha presentato il progetto di restauro e riqualificazione, approvato dalla Soprintendenza di Lucca. Il progetto prevede l'apertura di 78 camere, 3 suite e un centro benessere. La società ha ottenuto tutti i permessi necessari, compresi quelli di Asl e Vigili del fuoco. Tuttavia, il progetto non è stato ancora presentato al Comune a causa di questioni tecniche e burocratiche. La cooperativa spera di presentare il progetto entro l'estate e di iniziare i lavori in autunno.
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