Presentazione con colpo polemico. Nell'annunciare il programma della prossima edizione della Quadriennale d'Arte, che avrà luogo al PalaExpò dal 19 giugno al 14 settembre, il presidente dell'omonima fondazione, Gino Agnese, si lascia andare in un duro attacco nei confronti dell'assessore regionale alla cultura, Giulia Rodano. «Le ho scritto almeno 4 o 5 lettere senza mai ricevere risposta, è un atteggiamento di disprezzo». Oggetto delle missive era la richiesta di sostegno da parte della Regione Lazio a questa nuova edizione, la XV, dell'esposizione artistica. Sostegno peraltro marginale giacché la Quadriennale di Roma ha due azionisti: lo Stato, che contribuisce con il 90, e il Comune di Roma, con il 10. «Un fulmine a ciel sereno» per Rodano che ricorda ad Agnese come, durante una recente visita alla fondazione, avesse indicato lei stessa agli amministratori dell'ente «l'unica via percorribile di finanziamento» e cioè «la richiesta di utilizzo di risorse relative al capitolo Grandi Eventi, per il quale c'è una commissione che esamina i progetti e stila una graduatoria, emettendo una valutazione autonoma dall'organo politico». «In via ufficiosa potrei dire che lo stanziamento, circa 20mila curo, ci sarà ma la delibera deve prima passare in giunta» e, sottolinea l'assessore, «finché il piano Grandi Eventi non avrà concluso il proprio iter amministrativo io non posso emettere alcuna lettera. Questo mi sembra l'unico comportamento possibile quando si amministra denaro pubblica. Inoltre da via Cristoforo Colombo rilevano come la Quadriennale sia già un istituto riconosciuto dalla Regione e, come tale, «riceve annualmente sostegni». «Cosa preferiva Agnese chiede Rodano - una risposta formale negativa o una comunicazione a lavoro concreto avvenuto?». Il presidente Agnese, biografo di Marinetti e Boccioni, si affretta a spiegare che non sapeva del finanziamento in itinere e che, sebbene si senta «un'intellettuale vicino ad An», non voleva fame un attacco politico («ho lavorato benissimo con Veltroni e Borgna, grazie a loro abbiamo questa meravigliosa sede di Villa Carpegna») ma solo una questione di metodo e di buone maniere. «Vorrei comunque che nella Quadriennale di Roma entrassero come azionisti la Regione Lazio e la Provincia, come accade nella Biennale di Venezia o nella Triennale di Milano». Chiarito l'aspetto finanziario, rimane l'esposizione che torna nella sede naturale del Palazzo delle Esposizioni, per l'occasione aperto il venerdì e sabato fino alle 23.30. Senza titolo, poiché «non sarà una mostra tematica ma una rassegna che non fa capo a un progetto preordinato». Protagonisti un centinaio di giovani artisti che hanno iniziato ad affermarsi in Italia negli ultimi 20 anni (l'età media degli invitati è al di sotto dei 45 anni, un quarto è under 35, uno su tre è donna), una panoramica delle tendenze più significative emerse nel campo delle arti visive. L'apertura sarà un omaggio a Luciano Fabro, artista torinese scomparso lo scorso anno. La scultura Autunno, mai esposta in Italia e tra le sue ultime opere, è l'unico segno artistico che accoglierà lo spettatore nella Sala della Rotonda. Il presidente Agnese «Atteggiamento di disprezzo della Regione» L'assessore Rodano: «Fulmine a ciel serena..»
ROMA. Quadriennale. Polemiche ma solo sulle buone maniere
Il presidente della Quadriennale d'Arte, Gino Agnese, ha presentato il programma della prossima edizione della manifestazione, che si terrà al PalaExpò dal 19 giugno al 14 settembre. Agnese ha lanciato un attacco polemico contro l'assessore regionale alla cultura, Giulia Rodano, affermando che non ha risposto alle sue lettere sulla richiesta di sostegno finanziario. Agnese ha anche affermato che la Quadriennale di Roma è già un istituto riconosciuto dalla Regione e che riceve annualmente sostegni. Ha chiesto alla Regione di entrare come azionista nella Quadriennale, insieme alla Provincia, come accade nella Biennale di Venezia o nella Triennale di Milano.
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