Si apre una crepa, turisti intimoriti. Nessun danno al Mosè Sopralluogo dei vigili del fuoco: sotto esame l'avvallamento del pavimento nella cappella al piano superiore. «L'avvallamento su un lato del pavimento della cappella c'era già da un po' di tempo, ma quella crepa no. E non pensavamo che potesse provocare danni come questo. E adesso siamo preoccupati...». Parla sottovoce il giovane sacerdote mentre sposta un piccolo altare dalla navata sinistra della basilica di San Pietro in Vincoli. Proprio in quel punto, dalla parte opposta al Mosè di Michelangelo, ieri mattina è stata notata una fessura lunga una decina di centimetri, sotto la testa di un angelo che adorna l'inizio della volta. C'è il sospetto che la crepa possa essere collegata all'abbassamento del pavimento della cappella al piano superiore. Per questo motivo i vigili del fuoco, avvertiti dai Beni culturali, hanno deciso di transennare metà della navata, circa 25 metri di lunghezza per dieci di larghezza. Nei prossimi giorni saranno effettuati altri sopralluoghi per stabilire da cosa sia stato provocato l'avvallamento nella cappella, usata solo dai canonici regolari lateranensi, quattro dei quali, fra cui un segretario polacco, custodiscono la basilica. Il piccolo locale confina solo con un'altra stanza vuota e con un terrazzo. Dalla parte opposta, sopra la navata destra, quella del Mosè, restaurato qualche anno fa, si trovano invece le aule dell'adiacente facoltà di ingegneria dell'università La Sapienza. Decine di turisti hanno osservato con curiosità e timore la fessura sull'arcata. Qualcuno l'ha anche fotografata, altri sono rimasti sorpresi dalle transenne con la scritta «vigili del fuoco», chiedendo informazioni su cosa fosse accaduto. Ogni giorno la basilica, che comunque resterà regolarmente aperta, viene visitata da circa quattromila persone che si recano a San Pietro in Vincoli per ammirare non solo l'opera scolpita da Michelangelo per la tomba di Giulio II, ma anche le catene di San Pietro, secondo la tradizione miracolosamente fuse in una sola, custodite in sacrestia, che danno il nome alla chiesa. 442. L'anno in cui la basilica venne fatta costruire dall'imperatrice Licinia Eudossia, moglie di Valentiniano III, per custodire i "vincula", le catene di San Pietro donate da Giovenale, patriarca di Gerusalemme. 4.000. I visitatori al giorno nella basilica di San Pietro in Vincoli. Secondo i sacerdoti, ci sono punte fino a 5.000, specialmente in primavera e in estate, con comitive tedesche, americane e inglesi 2003. Il 28 ottobre di cinque anni fa è stato concluso il restauro della basilica. La pulitura del Mosè di Michelangelo sulla navata destra della monumento è costata un milione e mezzo di euro. Il chiosco fu restaurato nel 2002.
ROMA. San Pietro in Vincoli Allarme in basilica: chiusa una navata
La basilica di San Pietro in Vincoli, a Roma, è stata colpita da un avvallamento del pavimento nella cappella al piano superiore. La crepa, lunga una decina di centimetri, è stata notata ieri mattina e si trova sotto la testa di un angelo che adorna l'inizio della volta. I vigili del fuoco, avvertiti dai Beni culturali, hanno deciso di transennare metà della navata, circa 25 metri di lunghezza per dieci di larghezza, per effettuare sopralluoghi e stabilire da cosa sia stato provocato l'avvallamento. La cappella è usata solo dai canonici regolari lateranensi e il pavimento è stato già abbassato su un lato per un po' di tempo.
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