Appoggio «totale» a tutte le iniziative che si vorranno prendere a difesa dell'autonomia della Mostra del Cinema di Venezia: lo ha espresso Liv Ullman, presidente della Federazione Europea degli A utori dell ' Audiovisivo (Fera), in una lettera inviata all' Anac, l'associazione degli autori italiani. «A nome della Fera - scrive la Ullman all'Anac - esprimo agli autori italiani il nostro totale appoggio per tutte le iniziative che vorrete prendere in difesa della libertà e dell'indipendenza artistica della Biennale di Venezia». È da giorni, ormai, che lo «scippo» della Biennale messo in atto dal ministro Urbani col decreto di riforma dell'ente ha varcato i confini nazionali. L'altro giorno, infatti, è arrivato il sostegno della Fipresci, la Federazione internazionale della stampa cinematografica che raccoglie migliaio di critici di 62 paesi del mondo, pronti a manifestare il loro disappunto per il recente «licenziamento» del presidente Franco Rernabè e del consiglio di amministrazione della Biennale che ieri avrebbe dovuto confermare Moriz de Hadeln alla direzione della Mostra del cinema. Un sostegno non solo formale quello della Fipresci, tanto che sottolinea come, nel caso si arrivi alla «rottura», sarà presente al «controfestival», la manifestazione alternativa promossa dagli autori italiani, su modello delle Giornate del cinema del '73. Intanto, oggi, approda in Consiglio dei Ministri il decreto Urbani di modifica dello statuto della Biennale di Venezia che da Società di cultura diventa Fondazione e vede l'ingresso di privati. Un decreto che «è stato modificato completamente - ha osservato il consigliere Amerigo Restucci commentando i risultati della mobilitazione di questo giorni - ed è già un segnale». «Rimane - ha aggiunto Restucci - l'amarezza della smobilitazione, di non essere riusciti a fare le nomine. Ma Bernabè è stato categorico, ha detto di essersi sentito demotivato e sfiduciato proprio da chi lo aveva nominato». «E' l'identità di Venezia che va salvaguardata. Io ce l'ho messa tutta. Forse anche Costa - ha concluso il Consigliere parafrasando Moretti - una parola di centrosinistra l'avrebbe potuta dire». Ma piuttosto il commento del sindaco di Venezia è sconsolato: «Dispiace si debba ricominciare tutto daccapo - commenta amaro Paolo Costa -. Siamo riusciti ad essere in ritardo anche stavolta per la Mostra del Cinema».