NASCONO con un impegno bipartisan che mette insieme il Governo centrale, la Regione e il Comune, i lavori di ristrutturazione del Teatro di San Carlo, in programma dalla prossima estate. Lavori che non sono solo di restauro ma incidono profondamente nella struttura dello storico edificio, anche se nel corso della presentazione di ieri nel foyer, tutti, dal commissario Nastasi ai sovrintendenti Spinosa e Gizzi ai progettisti, hanno assicurato che non sarà effettuato nessuno «stravolgimento», La sala del Niccolini rimarrà così come la si vede oggi, splenderanno i colori degli ori e degli stucchi, saranno rifatte in rosso le poltrone e le tappezzerie dei palchi, sarà realizzato un moderno impianto di climatizzazione con aria calda e fredda. Al di sotto della sala, però, sarà creato un nuovo ingresso acces-sibile anche ai disabili, con foyer e book shop. Altre sale per prove e registrazioni saranno realizzate nella vecchia falegnameria che dà nel cortile di Palazzo Reale e nel sottotetto. Nessun intervento toccherà il contiguo Circolo dell'Unione. E sarà rifatto totalmente il palcoscenico con l'eliminazione dei sottopalchi in legno risalenti all'Ottocento e l'installazione di macchinari moderni in grado di ospitare allestimenti moderni e tecnologicamente avanzati. «L'acustica non subirà danni», hanno assicurato la responsabile del progetto, Elisabetta Fabbri supportata dal parere dell'architetto Stefano Pace che si interessa degli interventi sulla macchina scenica e che vanta esperienze all'Opera Gamier di Parigi e in altri grandi teatri europei. D'altronde Nastasi ha messo insieme un pool di esperti che hanno grande esperienza nel campo, tra questi due napoletani, l'ingegner Domenico Trisciuoglio che al San Carlo ha già rifatto tutti gli impianti e che anche in questa fase si occuperà dei risvolti tecnici del progetto e l'ingegner Ciro Tammaro che lavora da anni in teatro e ha fornito la sua consulenza. L'intero edificio è stato studiato nei minimi particolari, da Venezia sono arrivati anche i tecnici della fondazione San Giorgio per assicurarsi che la preziosa scatola sonora che è il San Carlo considerata unica da tutti i musicisti che vi si sono esibiti, non venga intaccata. Insomma, tutto dovrebbe essere stato pensato, compresa l'ipotesi di far stazionare durante i lavori una squadra di vigili del fuoco oltre agli esperti della sovrintendenza che - come ha assicurato Spinosa - seguiranno da vicino tutti gli interventi visto che la sala, oltre che Patrimonio dell'Unesco, è naturalmente sottoposta ad una infinita serie di vincoli. «Sono certo che il teatro, con questo intervento, riacquisterà nuova bellezza, ma anche una importante crescita produttiva ed economica, non mancherà il sostegno del governo alla musica», afferma il neo ministro della Cultura, Bondi che ha inviato un messaggio al commissario Nastasi, che è anche il suo nuovo Capo di gabinetto. «In fondo questo è molto più di un progetto di restauro perché immette un soffio di vita nel teatro», nota il governatore Bassolino che con la Regione assicura fondi europei per 50 milioni per realizzare le opere previste che comprendono anche interventi a Palazzo Cavalcanti (propietà del San Carlo, a via Roma) e nei capannoni ex Cirio di Vigliena, nel porto, dove dovrebbero finalente trovar degna sistemazione anche tutti i vecchi allestimenti sancarliani. Il progetto è ambizioso e tocca tutta la macchina del teatro, interesserà camerini, uffici, la scuola di ballo. «Il più grande intervento dalla costruzione del 1737 e dalla ricostruzione dopo l'incendio del 1816», l'ha definita Bassolino che ha ringraziato Riccardo Muti del progetto dedicato alla musica Napoletana per il Festival di Pentecoste a Salisburgo e di aver accettato di tornare a dirigere dopo più di vent'anni l'orchestra sancarliana per riaprire il teatro dopo una prima tranches di lavori, a febbraio. Come già annunciato, il San Carlo chiuderà, secondo il piano, per sei mesi ogni anno per tre anni dal prossimo luglio. L'attività nei periodi di chiusura sarà decentrata tra Teatro di Corte e Auditorium Rai. Tutto dovrebbe essere finito entro il 2011, anno in cui si celebreranno i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il progetto di restyling, infatti, è stato inserito nell'ambito delle iniziative della Struttura dimissione che fa capo alla Presidenza del consiglio dei ministri. Sarà questo organismo ad avviare, la prossima settimana, la gara d'appalto. Le ditte interessate avranno circa sessanta giorni di tempo per poter presentare le loro offerte e predisporre il progetto definitivo. È previsto che siano presentare offerte migliorative in termini di tempi e di opere, questo dovrebbe dunque assicurare il massimo rispetto dei tempi di consegna e di fine dei lavori. Anche con lavori ventiquattr'ore su ventiquattro per mantener fede agli impegni. Il ministro Bordi: «Una crescita produttiva e economica» Da Bassolino 50 milioni: «Soffio di vita» VIA AI LAVORI . Tutto pronto per la gara d'appaltoLa sala chiuderà per sei mesi all'anno fino al 2010, le attività a Teatro di Corte e Auditorium Rai COME SI CAMBIA I tecnici: «Tutelate l'edificio storico del Niccolini e l'acustica» I sovrintendenti: «Nessuno stravolgimento, resterà rosso»